Santa Maria di Licodia: controlli scoprono cibo scaduto, lavoratori in nero e sanzioni per oltre 33mila euro

Task force della Polizia, Asp e Ispettorato del Lavoro scoprono alimenti senza tracciabilità, vendita di alcolici non autorizzata e gravi carenze di sicurezza.

A cura di Redazione
28 maggio 2026 11:43
Santa Maria di Licodia: controlli scoprono cibo scaduto, lavoratori in nero e sanzioni per oltre 33mila euro -
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I controlli coordinati dalla Polizia di Stato a Santa Maria di Licodia hanno portato alla scoperta di alimentI privi di tracciabilità, cibo scaduto e lavoratori impiegati in nero, con sanzioni amministrative complessive per oltre 33 mila euro e denunciati i titolari per alcune violazioni. Le verifiche, condotte da una task force interforze, hanno interessato un panificio e una pizzeria d'asporto nel centro cittadino.

La task force ha operato con il personale del Noras del Corpo Forestale della Regione Siciliana, l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, il Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell'ASP di Catania e la polizia locale. Durante le attività sono stati anche identificati i clienti, per evitare che gli esercizi potessero trasformarsi in punti di ritrovo per persone pregiudicate.

Dettagli dei controlli

Panificio: nel primo esercizio ispezionato, gli ispettori dell'Ispettorato del Lavoro e dell'ASP-Veterinario hanno riscontrato numerose irregolarità di natura amministrativa, igienico-sanitaria e di sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono state contestate violazioni relative alla mancata adozione delle misure necessarie per garantire che le attrezzature fossero installate e manutenute correttamente; in particolare sono stati rilevati macchinari con griglie di protezione guaste. Per questa carenza è prevista una sanzione massima di 9.112,57 euro e il titolare sarà denunciato all'autorità giudiziaria.

Gli accertamenti sulla sicurezza hanno evidenziato inoltre la mancanza di mezzi antincendio idonei: gli estintori erano scaduti, privi di manutenzione e non immediatamente visibili, per la quale è stata contestata una sanzione massima di 7.403,96 euro, con conseguente denuncia del titolare. Sul fronte della sicurezza alimentare, il personale del Nucleo Operativo Regionale Agroalimentare Sicilia e dell'ASP ha sottoposto a sequestro amministrativo centinaia di bottiglie di vino, prosecco, zibibbo, birra e superalcolici perché venduti senza licenza; in totale 167 bottiglie di vino/prosecco/zibibbo, 202 bottiglie di birra e 11 bottiglie di superalcolici.

Sono stati inoltre distrutti prodotti privi di tracciabilità per un totale di circa 53,65 kg (tra preparati da forno, formaggi, prosciutti, cioccolata, creme e prodotti sott'olio). Altri 106 kg di generi alimentari (formaggi, carne congelata, mozzarelle, margarina) sono stati sequestrati perché in parte privi di data di scadenza e in parte scaduti: il personale dell'ASP li ha ritenuti non idonei al consumo umano. Al titolare è stata contestata una sanzione di 1.500 euro per violazioni di natura igienico-sanitaria.

Pizzeria d'asporto: nel secondo esercizio la polizia locale ha rilevato la mancanza della SCIA e ha imposto una sanzione amministrativa di 308 euro, concedendo un termine di cinque giorni per la produzione della documentazione richiesta, decorso il quale potrà essere disposta la chiusura dell'attività. L'Ispettorato del Lavoro ha accertato la presenza di due dipendenti assunti in nero; per questo motivo è stata disposta la sospensione differita dell'attività e una sanzione prevista di 2.500 euro se non regolarizzata.

Anche nella pizzeria sono state riscontrate gravi carenze in materia di sicurezza sul lavoro: omissione delle visite mediche obbligatorie per i lavoratori e mancanza o cattiva manutenzione dei mezzi antincendio, con estintori scaduti e non immediatamente visibili. Per queste violazioni è stata contestata una sanzione complessiva di oltre 13 mila euro e il titolare sarà denunciato all'autorità giudiziaria.

Le verifiche fanno parte di una più ampia attività di controllo finalizzata a garantire la tutela della salute pubblica, la regolarità delle posizioni lavorative e la sicurezza nei luoghi di lavoro. I procedimenti amministrativi e penali configurati dai riscontri in loco proseguiranno nei confronti dei titolari, mentre gli alimenti sequestrati ritenuti non idonei sono stati posti sotto vincolo e in parte avviati alla distruzione su disposizione degli organi di vigilanza.

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