Paternò: chiuso panificio, quattro lavoratori in nero e contributi evasi

I carabinieri e il Nucleo ispettorato del lavoro sospendono l'attività; titolare denunciata e sanzioni per oltre 14mila euro.

A cura di Redazione
28 maggio 2026 12:12
Paternò: chiuso panificio, quattro lavoratori in nero e contributi evasi -
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I carabinieri del nucleo operativo di Paternò, con il supporto del Nucleo ispettorato del lavoro di Catania, hanno sospeso l'attività di un panificio del centro cittadino dopo aver riscontrato gravi irregolarità: al momento del controllo sono stati trovati quattro lavoratori senza contratto, esiti che hanno portato anche al recupero di contributi previdenziali.

Dettagli dell'intervento

La titolare, una 25enne del posto, è stata denunciata per violazioni al Testo Unico sulla Sicurezza relative agli obblighi del datore di lavoro e per "omessa sorveglianza sanitaria" nei confronti dei lavoratori, in quanto non sarebbero state effettuate le visite mediche nei tempi previsti dalla normativa.

Le contestazioni economiche mosse dai militari comprendono una multa di 2.847,68 euro, una maxi sanzione per lavoro in nero pari a 7.800 euro e una sanzione amministrativa di 2.500 euro per l'impiego di lavoratori privi di contratto al momento dell'accesso ispettivo. Sono stati inoltre recuperati contributi Inps-Inail per un importo di 3.800 euro. Complessivamente, come riportato dagli investigatori, le sanzioni superano i 14 mila euro.

L'attività è stata formalmente sospesa; il nome esatto del panificio non è stato reso noto dalle forze dell'ordine. I provvedimenti sono il risultato di uno dei controlli periodici effettuati nel territorio etneo da parte del reparto operativo e degli ispettori del lavoro.

Questa operazione evidenzia criticità sul rispetto delle normative di sicurezza sul lavoro e sulle tutele previdenziali: la mancata sorveglianza sanitaria e l'impiego di personale senza contratto costituiscono violazioni che espongono tanto i lavoratori quanto il datore di lavoro a conseguenze penali e amministrative.

Le autorità competenti proseguiranno con gli accertamenti previsti dalla legge; restano da chiarire le eventuali responsabilità ulteriori e le condizioni di lavoro dei dipendenti coinvolti, sui quali gli enti hanno avviato le relative procedure ispettive.

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