Legambiente attacca i termovalorizzatori in Sicilia: «Costeranno 250-300 €/t e penalizzeranno il riciclo»

Dopo i progetti per Palermo e Catania, Legambiente denuncia rischi economici e ambientali: raccolta differenziata ferma al 55% e ampliamento discariche.

A cura di Redazione
22 maggio 2026 10:09
Legambiente attacca i termovalorizzatori in Sicilia: «Costeranno 250-300 €/t e penalizzeranno il riciclo» -
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Legambiente Sicilia boccia i progetti dei due termovalorizzatori previsti a Palermo e Catania, sostenendo che impianti del genere rappresentino «un clamoroso tuffo nel passato» e saranno onerosi per i cittadini. Secondo il presidente dell'associazione, Tommaso Castronovo, il costo per la regione potrebbe arrivare a 250-300 euro per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, senza benefici per la Tari né per l'ambiente.

Palazzo d'Orleans ha presentato i rendering e rivendica il piano, che punta a vedere le strutture operative entro settembre 2028, se i tempi saranno rispettati. Tuttavia, Legambiente definisce la scelta incompatibile con le direttive europee e nazionali che, a suo avviso, privilegiano il riciclo rispetto all'incenerimento: "I rifiuti dovrebbero essere riciclati, non bruciati", dichiara Castronovo.

Castronovo sottolinea alcuni dati chiave: la raccolta differenziata è «inchiodata al 55%» e vi sarebbe il rischio di perdere centinaia di milioni di euro del PNRR destinati agli impianti per l'economia circolare se non si accelera sul riciclo. La critica punta a una presunta incoerenza politica e amministrativa tra gli annunci dei termovalorizzatori e la mancanza di misure concrete per una filiera circolare innovativa.

L'associazione segnala inoltre che, mentre si annunciano i due inceneritori, il governo regionale starebbe autorizzando l'ampliamento delle discariche per oltre 9 milioni di metri cubi. Castronovo parla di "un vero e proprio bluff politico e amministrativo" e ricorda che è già impegnato 1 milione di euro dei Fondi di sviluppo e coesione (FSC) per impianti che, secondo Legambiente, non porteranno benefici concreti ai cittadini né all'ambiente.

Sul fronte ambientale, la critica include la previsione di un aumento delle emissioni di gas serra legato alla combustione dei rifiuti e la mancanza di garanzie su una riduzione della tariffa rifiuti. Per Legambiente, l'opzione termovalorizzatori contrasta con l'obiettivo di promuovere un'economia circolare basata su prevenzione, riuso e riciclo.

Cronologia e prossimi passi

I progetti per gli impianti di Palermo e Catania sono stati recentemente presentati: il calendario regionale indica settembre 2028 come possibile termine dei lavori, condizionatamente al rispetto dei tempi previsti. Nei prossimi mesi è atteso il dibattito politico e tecnico su autorizzazioni, finanziamenti e valutazioni di impatto ambientale.

Reazioni e numeri principali

  • Raccolta differenziata indicata da Legambiente: 55%.

  • Costo stimato da Legambiente per tonnellata bruciata: 250-300 euro/t.

  • Ampliamento discariche denunciato: >9 milioni di m³.

  • Fondi FSC già impegnati, secondo l'associazione: 1 milione di euro.

Le posizioni restano distinte: da un lato la Regione che promuove i progetti come soluzione per la gestione dei rifiuti, dall'altro Legambiente che chiede priorità al potenziamento della raccolta differenziata e a investimenti nell'economia circolare. La vicenda è destinata a proseguire tra valutazioni tecniche, risorse finanziarie e pressioni dell'opinione pubblica.

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