Cgil Sicilia: vietare il lavoro all'aperto tra le 12 e le 16 oltre i 35°C

Il sindacato chiede un'ordinanza regionale e un tavolo con imprese per proteggere i lavoratori da stress termico nei cantieri e nei campi.

A cura di Redazione
28 maggio 2026 10:26
Cgil Sicilia: vietare il lavoro all'aperto tra le 12 e le 16 oltre i 35°C -
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La Cgil Sicilia sollecita un intervento immediato del governo regionale per vietare il lavoro all'aperto tra le ore 12 e le 16 quando le temperature superano i 35 gradi. La richiesta arriva con l'aumento delle ondate di calore e il sindacato indica come prioritaria la tutela della salute dei lavoratori esposti in cantieri, campi agricoli e altri settori esterni.

Richieste e contesto

Il sindacato propone un'ordinanza regionale che imponga il divieto di attività esterne nella fascia oraria critica (12-16) se la temperatura supera i 35°C. Parallelamente, la Cgil chiede l'apertura di un tavolo di confronto con imprese e associazioni datoriali per definire un protocollo condiviso sul rischio da stress termico.

Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia, e Francesco Lucchesi, segretario confederale regionale, hanno sottolineato che il problema riguarda «numerosi settori produttivi, dall'agricoltura all'edilizia», e insistono sulla necessità di interventi prima che «il caldo provochi conseguenze gravi». Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro sono posti al centro della richiesta.

La Cgil richiama anche il quadro degli ultimi mesi: secondo il sindacato, l'aumento delle temperature si inserisce in un contesto già segnato da incidenti e morti sul lavoro, fattori che rendono urgente una regolamentazione più stringente per le attività all'aperto.

Lo scorso anno c'era stato un confronto tra le parti sociali che non aveva portato a un accordo definitivo; la Regione Siciliana intervenne successivamente con un'ordinanza emessa in situazione di emergenza. La Cgil ora sollecita un intervento preventivo, chiedendo che il nuovo provvedimento sia adottato «subito» vista la situazione di rischio concreto.

La proposta sindacale include anche la definizione di un protocollo operativo da concordare con le organizzazioni datoriali, volto a stabilire criteri di prevenzione, turnazione, pause, idratazione e misure organizzative nei settori esposti. La Cgil auspica una maggiore responsabilità da parte delle imprese, ma invita anche la Regione a farsi carico del coordinamento normativo.

Al momento non ci sono comunicazioni ufficiali da parte del governo regionale o delle associazioni datoriali sulla disponibilità a emanare la nuova ordinanza o a convocare il tavolo richiesto. Resta aperta la finestra per un confronto che potrebbe tradursi in misure temporanee legate a soglie termiche e fasce orarie, oppure in una normativa di carattere più stabile.

Impatto pratico e prossime mosse: se la Regione dovesse accogliere la proposta, le imprese dovrebbero adeguare turni e organizzazione dei cantieri e dei lavori agricoli nelle giornate di caldo estremo; in assenza di accordo, la Cgil minaccia di proseguire la mobilitazione per ottenere garanzie di sicurezza. L'attenzione resta alta sui dati meteorologici e sulla calendarizzazione degli eventuali provvedimenti regionali.

Fatti in primo piano: richiesta di divieto tra le 12 e le 16 oltre 35°C, convocazione di un tavolo con imprese, richiamo alle morti e agli incidenti sul lavoro come motivo di urgenza e riferimento all'ordinanza adottata lo scorso anno dalla Regione.

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