Aci Castello esclusa dai fondi per virtuosità: il sindaco Scandurra denuncia il paradosso
Il Ministero ha assegnato circa 1,4 mld favorendo bilanci in difficoltà; Aci Castello, virtuoso, perde 2,5 mln per il cimitero.
Il Comune di Aci Castello è rimasto escluso da un finanziamento pubblico destinato alla riqualificazione del Cimitero Comunale in via Vampolieri, nonostante la sua amministrazione vantasse conti considerati tra i più solidi.
Secondo il sindaco Carmelo Scandurra, il progetto ammissibile prevedeva un contributo di 2,5 milioni di euro per la regimentazione delle acque superficiali, il consolidamento e la manutenzione straordinaria dell’area cimiteriale. Il Comune aveva partecipato al bando nazionale ma non è stato selezionato.
Il bando faceva parte di una ripartizione di risorse nelle quali il Ministero dell'Interno ha assegnato circa 1,4 miliardi di euro. Secondo la lettura del sindaco, i criteri di assegnazione hanno privilegiato i Comuni con bilanci più in difficoltà — compresi quelli in dissesto — determinando un effetto paradossale: «più un Comune è in sofferenza gestionale, più riceve». L'ultimo Comune finanziato segnala un indice di virtuosità del 5,13%, a fronte del 38,28% di Aci Castello.
Il sindaco Scandurra ha definito la situazione «amarezza» e un paradosso che penalizza la correttezza gestionale: «Abbiamo i conti in ordine? Veniamo esclusi. Gestiamo i soldi dei cittadini con rigore? Perdiamo i finanziamenti». Nella sua comunicazione ufficiale il primo cittadino ha sottolineato che la mancata assegnazione non colpisce lui personalmente, ma l'intera comunità cui viene negata la riqualificazione di un'area sacra e attesa dai cittadini.
Dettagli della richiesta e della esclusione
Il progetto presentato dal Comune mirava a interventi strutturali per il cimitero di via Vampolieri, ritenuti necessari dalle stesse amministrazioni locali. Il sindaco ha accusato il criterio adottato dal bando di premiare i bilanci meno virtuosi: una scelta che, secondo la sua ricostruzione, ha determinato l'esclusione di Comuni con risultati di amministrazione positivi rispetto alle entrate.
Nei documenti resi noti dal Comune, il rapporto tra risultato di amministrazione ed entrate finali di Aci Castello è indicato al 38,28%, cifra che il sindaco interpreta come prova di una gestione finanziaria «solida, attenta e onesta». Al contrario, l'ultimo beneficiario del finanziamento presenta un indice di virtuosità significativamente più basso, il 5,13%.
Impatto locale e reazioni
L'esclusione dal finanziamento comporta il rinvio o la rimodulazione degli interventi previsti per il cimitero, con implicazioni immediate per la manutenzione e la sicurezza dell'area. Il sindaco ha dichiarato che l'amministrazione «continuerà a lavorare a testa alta», ribadendo che la correttezza nella gestione della cosa pubblica non è negoziabile, pur manifestando la sua rabbia per un meccanismo che, a suo avviso, «premia chi arranca e punisce chi corre».
Al momento, dalla documentazione resa pubblica dal Comune non emergono elementi che spieghino nel dettaglio le modalità operative delle graduatorie adottate dal Ministero; il sindaco ha reso nota la sua posizione politica e amministrativa ma non sono stati riportati riscontri ufficiali da parte dell'ente erogatore nei documenti citati.
Il caso solleva interrogativi sulle logiche di distribuzione dei fondi pubblici e sui criteri che dovrebbero bilanciare il sostegno alle amministrazioni in difficoltà con il riconoscimento delle buone pratiche di gestione. Aci Castello resta ora in attesa di possibili sviluppi o di ulteriori opportunità di finanziamento per portare avanti gli interventi programmati.
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