Tir fermi nei porti siciliani, rischio scaffali vuoti: Schifani convoca gli autotrasportatori e annuncia 25 mln
Cinque giorni di serrata nei porti: navi bloccano carico/scarico di semirimorchi. Regione propone emendamento da 25 milioni per contrastare il caro carburante.
Cinque giorni di serrata nei porti commerciali della Sicilia e il timore che, entro tre-quattro giorni, i supermercati possano trovarsi con gli scaffali vuoti. È questo il quadro emergente dopo il fermo indetto dal Comitato trasportatori siciliani, che ha congelato le attività di carico e scarico dei semirimorchi dalle navi. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha convocato gli autotrasportatori e annunciato un emendamento da 25 milioni di euro per mitigare gli effetti del caro carburante.
Dettagli della protesta
La serrata, partita nella notte, interessa tutti i porti commerciali dell'Isola: negli scali le operazioni di movimentazione dei semirimorchi saranno sospese per cinque giorni. Salvatore Bella, segretario del Comitato trasportatori siciliani, ha avvertito che "rimarremo a casa a oltranza sino a quando non ci saranno date delle risposte" e ha sottolineato che i supermercati hanno un'autonomia di tre-quattro giorni.
Secondo il Comitato, il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale ha aderito al fermo. La protesta è concentrata sui porti e, ha precisato Bella, non prevede «blocchi né presidi stradali»: "Nessuno ci può obbligare ad andare a prendere i rimorchi dalle navi, non siamo un trasporto pubblico, ma dei privati".
Risposta della Regione
La Regione Siciliana sta predisponendo un emendamento da 25 milioni di euro definito come pacchetto per contrastare il caro carburante. La misura, spiegano gli uffici regionali, sarà estesa anche ai comparti dell'agricoltura e della pesca, anch'essi colpiti dall'aumento dei costi produttivi aggravato dagli eventi bellici degli ultimi mesi.
"Il governo regionale è impegnato a dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese siciliane", ha dichiarato il presidente Schifani, evidenziando che l'intervento vuole salvaguardare la competitività delle imprese e garantire la continuità produttiva. Sul tema del fondo ETS, Schifani ha ricordato che trattandosi di una normativa europea la Regione può esercitare solo una moral suasion nei confronti del governo nazionale.
Nel pomeriggio gli assessori all'Economia, Alessandro Dagnino, e alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, hanno incontrato i rappresentanti degli imprenditori del settore per cercare una mediazione e chiarire le misure previste dall'emendamento.
I protagonisti della protesta hanno ribadito che il fermo resterà in vigore fino a quando non arriveranno impegni formali e date certe sulle modalità di sostegno. Sul tavolo restano quindi questioni economiche immediate — il rifinanziamento per mitigare il caro carburante — e la necessità di un confronto con il governo nazionale su norme di portata europea.
Prossimi passi attesi: la convocazione degli autotrasportatori da parte del presidente Schifani, la formalizzazione dell'emendamento da 25 milioni e il monitoraggio della situazione nei porti, mentre il settore della distribuzione segnala la propria vulnerabilità alle interruzioni di rifornimento a brevissimo termine.
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