Terzo furto alle colonnine Tesla a Catania: cavi tagliati, mobilità elettrica sotto assedio in Sicilia

Cavi delle colonnine recisi per la terza volta a Catania; ondata di furti e atti vandalici interessa tutta la Sicilia, utenti esasperati.

29 aprile 2026 10:07
Terzo furto alle colonnine Tesla a Catania: cavi tagliati, mobilità elettrica sotto assedio in Sicilia - Credit Foto Tesla
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A Catania per la terza volta sono stati trovati tagliati i cavi delle colonnine di ricarica Tesla, punto di riferimento per la mobilità elettrica e per i bassi costi di ricarica accessibili a tutti gli automobilisti. L'episodio, avvenuto accanto alla tangenziale cittadina, aggrava una situazione già critica che mette in difficoltà chi non può ricaricare a casa o chi è in viaggio per lavoro o turismo.

Le autorità locali e gli operatori parlano di una vera e propria ondata di furti di rame e di atti di vandalismo che, secondo residenti e gestori, hanno portato alla decimazione di quasi tutti i punti di ricarica pubblici nella regione. Oltre ai cavi recisi, molte colonnine risultano rese inutilizzabili per l'asportazione o il danneggiamento dei bocchettoni di ricarica.

Diffusione e luoghi colpiti

L'epidemia di furti riguarda l'intera Sicilia: da Palermo a Enna, Messina, Siracusa, Ragusa non c'è provincia risparmiata. Sulle direttrici autostradali — Palermo-Catania, Messina-Catania-Siracusa, Messina-Palermo — i raid hanno lasciato una scia di cavi recisi. Episodi documentati includono colonnine nelle aree di servizio e, a Enna, casi avvenuti davanti alla caserma della Guardia di Finanza e nel parcheggio del palazzo di giustizia.

Gli operatori pubblici tentano di rimpiazzare i cavi e di ripristinare i punti di ricarica, ma spesso le sostituzioni non reggono: i nuovi impianti vengono nuovamente presi di mira prima che possano tornare pienamente operativi. Alcuni osservatori parlano non solo di furti per la vendita del rame, ma anche di possibili sabotaggi mirati a ostacolare la rete di rifornimento elettrico.

La situazione provoca reazioni di insofferenza sui social e nelle chat di settore: gruppi come Proprietari Tesla Sicilia e Mobilità elettrica Sicilia segnalano casi, condividono aggiornamenti e coordinano iniziative. In alcune discussioni si fa strada l'idea di ronde cittadine per tentare di prevenire nuovi furti, segno di una crescente esasperazione tra gli utenti.

Dal fronte istituzionale e associativo è partita una azione formale: i proprietari e alcuni rappresentanti delle chat hanno inviato una PEC al ministro Matteo Salvini, chiedendo un intervento normativo per contrastare la crescente ondata di atti vandalici. È stata inoltre richiesta una audizione al prefetto di Enna per valutare misure concrete e coordinare i controlli sul territorio.

Lo scenario si inserisce in un periodo di forte crescita delle immatricolazioni di veicoli elettrici (BEV) a Catania, favorita anche dagli incentivi statali. La compromissione sistematica delle infrastrutture di ricarica rischia quindi di frenare la transizione verso la mobilità sostenibile, con ricadute pratiche su pendolari, professionisti in viaggio e il turismo elettrico.

Le indagini sui singoli episodi proseguono e gli enti locali sono chiamati a trovare soluzioni che coniughino sicurezza degli impianti e rapidità di intervento: dalle verifiche sulle responsabilità penali ai potenziamenti dei sistemi di videosorveglianza e controllo delle aree più esposte, fino a possibili modifiche normative richieste dai cittadini e dagli operatori del settore.

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