Sciopero autotrasporto in Sicilia: fermo fino al 18 aprile, blocco nei porti e adesione del 90%

Trasporto merci fermo in Sicilia fino al 18 aprile: operazioni portuali bloccate per protestare contro il caro carburante e l'incertezza sui fondi.

A cura di Redazione
14 aprile 2026 13:43
Sciopero autotrasporto in Sicilia: fermo fino al 18 aprile, blocco nei porti e adesione del 90% -
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È scattato alla mezzanotte il fermo dei servizi di autotrasporto in Sicilia proclamato dal Comitato Trasportatori Siciliani, che durerà fino al 18 aprile e interessa l'intero sistema logistico dell'isola. L'iniziativa prevede il blocco delle operazioni di carico e scarico dei semirimorchi dalle navi, con un impatto diretto sul trasporto intermodale e sulle attività dei principali porti commerciali. Secondo gli organizzatori ha aderito circa il 90% delle imprese del settore.

L'azione non prevede blocchi stradali né presidi, ma punta a interrompere i rifornimenti verso la grande distribuzione organizzata finché non arriveranno impegni formali dal Governo nazionale. I promotori ribadiscono che la sospensione dei servizi è lo strumento scelto per ottenere risposte concrete sulle condizioni economiche del settore.

Motivazioni e richieste

Al centro della mobilitazione c'è l'aumento dei costi del carburante e delle spese di gestione delle attività di trasporto, fattori che il Comitato definisce insostenibili per le imprese locali. Tra le richieste principali figura maggiore chiarezza sul programma di sostegno Sea Modal Shift, in particolare sui criteri di calcolo e sui tempi di erogazione dei fondi.

I trasportatori sollevano anche dubbi sulla gestione delle risorse legate alla tassa europea ETS, attualmente versata agli armatori e poi allo Stato: il Comitato chiede che tali risorse siano destinate al Ministero delle Infrastrutture per rafforzare gli incentivi al trasporto via mare. È poi segnalata la preoccupazione per l'eventuale introduzione dell'ETS2 dal 2028 e per il fatto che l'attuale programmazione del Sea Modal Shift termina nel 2027 senza indicazioni su proroghe o trasformazioni strutturali.

Un'ulteriore criticità denunciata riguarda l'aumento dei costi dei traghettamenti nello Stretto e delle tratte marittime in generale, che secondo gli operatori non sarebbe stato adeguatamente compensato dagli interventi finora adottati.

Impatto sulla logistica e sviluppi istituzionali

L'effetto immediato dello sciopero si concentra sui porti e sulle catene intermodali: il blocco dei semirimorchi dalle navi può determinare ritardi nelle consegne e tensioni nelle filiere, con possibili ripercussioni sui rifornimenti alla grande distribuzione e su scorte di settore. Le fonti ufficiali parlano di una situazione di forte tensione sulla logistica regionale.

Nelle ore precedenti all'avvio del fermo si è svolto un confronto tra rappresentanti regionali e vertici del settore; la Regione ha ipotizzato una convocazione ufficiale subordinata però alla sospensione della protesta, condizione rifiutata dal Comitato. La Regione ha inoltre dichiarato di studiare soluzioni per il trasporto merci nello Stretto, senza che però siano emersi impegni formali accettati dagli autotrasportatori.

La mobilitazione proseguirà fino al 18 aprile salvo sviluppi negoziali che traducano in impegni concreti le richieste del settore. Nel frattempo, operatori economici e istituzioni monitorano l'evolversi della situazione per valutare l'entità dei danni alle filiere e la necessità di interventi correttivi.

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