Catania, sgombero dell'ex Palestra Lupo: Trantino annuncia demolizione e invita al dialogo

Il sindaco: l'edificio sarà demolito per la riqualificazione di Civita e San Berillo; occupanti bloccano il consiglio, il Comune condanna gli slogan violenti.

02 aprile 2026 12:48
Catania, sgombero dell'ex Palestra Lupo: Trantino annuncia demolizione e invita al dialogo - Credit foto Enrico Trantino Sindaco
Credit foto Enrico Trantino Sindaco
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Ieri il Comune di Catania ha effettuato lo sgombero dell'ex Palestra Lupo, ha reso noto il sindaco Enrico Trantino, annunciando che l'immobile sarà demolito nell'ambito di un più ampio progetto di riqualificazione delle aree della Civita e di San Berillo vecchio. In serata, alcuni esponenti del centro sociale che occupavano la struttura hanno impedito lo svolgimento del consiglio comunale.

Sgombero e piano di riqualificazione

Secondo il sindaco, lo sgombero rientra in un processo urbanistico volto a riordinare e rigenerare il tessuto delle aree coinvolte: "Verrà demolita nell’ambito di un processo di riqualificazione complessiva che riguarda le aree della Civita e San Berillo vecchio", ha dichiarato. Il Comune presenta l'intervento come parte di un piano più ampio di rigenerazione urbana.

La protesta serale ha avuto ripercussioni istituzionali: alcuni occupanti hanno impedito la prosecuzione dei lavori consiliari, segnando un'accesa contrapposizione tra le istanze del centro sociale e l'amministrazione comunale. Due forze politiche nazionali, ha aggiunto il sindaco, hanno definito l'azione come uno scippo o un esproprio di un presunto luogo di aggregazione e confronto.

Nel corso della nota, Trantino ha mostrato immagini e ha riportato la presenza di scritte ai muri, citando testualmente alcune frasi rilevate:

  • "più sbirri in overdose"
  • "piscia sulle guardie"
  • "coi fogli di via incendiamo la questura"
  • "nella vecchia Nassiriya ia ia o"
  • "violenti fino alla fine"

Il sindaco ha usato queste scritte per evidenziare, secondo la sua versione, la natura del messaggio veicolato da parte di alcuni occupanti: istigazione e linguaggio violento, ha sottolineato, che il Comune non intende tollerare.

Trantino ha offerto al contempo una disponibilità al confronto: "Se vogliono un luogo fisico in cui dibattere civilmente, ne possiamo parlare". Ha però avvertito che, qualora lo spazio fosse utilizzato per istigare all'odio, la risposta dell'amministrazione sarà improntata al rispetto delle persone, delle istituzioni e delle idee: "l'unico linguaggio che conosco è quello del rispetto".

Infine, il sindaco ha precisato le destinazioni urbanistiche previste: lo spazio non diventerà un parcheggio, ma sarà trasformato in uno spazio aperto, connesso architettonicamente alla via Teatro Massimo. L'annuncio fotografa una fase iniziale di uno scontro che comprende questioni di legalità, uso degli spazi pubblici e progetti di riqualificazione, con il Comune che invita al dialogo ma condanna i messaggi violenti rilevati.

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