Catania, ciclabile di Viale Africa: tombini pericolosi nonostante i lavori finanziati con fondi UE
La pagina Lungomare Liberato denuncia grate e asfalto danneggiato: ruote da corsa possono incastrarsi. Si chiede intervento immediato del Comune.
Catania. Una segnalazione della pagina social Lungomare Liberato accende i riflettori sulla nuova ciclabile di Viale Africa, dove i lavori di sistemazione — finanziati con quasi 2 milioni di euro di fondi europei — presenterebbero criticità strutturali che mettono a rischio i ciclisti. I tombini sostituiti di recente sarebbero ancora pericolosi e il fondo stradale risulta visibilmente degradato.
La dinamica è stata ricostruita dagli amministratori della pagina: "Da non credere... Qualche giorno fa, vi avevamo mostrato i 'tombini uccidi ciclisti' presenti nella nuova ciclabile di Viale Africa... Ieri sera, abbiamo notato che li avevano sostituiti, ma i nuovi sono sempre pericolosi, in quanto una ruota da corsa entra!". Dalla segnalazione emerge un temporale di interventi incompleti: la vernice applicata sulle superfici ammalorate appare sostitutiva rispetto a una reale ristrutturazione.
Secondo la denuncia sociale, i nuovi manufatti non risolvono il problema: una ruota da corsa (di quelle strette e veloci) può entrare nelle fessure dei tombini, aumentando il rischio di cadute e incidenti, specialmente nelle ore serali. Nella segnalazione viene inoltre evidenziato lo stato dell'asfalto, definito irregolare e non adeguatamente rifatto, elemento che aggraverebbe le condizioni di sicurezza per gli utenti della pista.
Il caso assume rilievo anche sul versante amministrativo: il progetto della pista ciclabile sarebbe stato finanziato con quasi 2 milioni di euro di fondi europei, circostanza che impone il rispetto di standard tecnici e di sicurezza per opere cofinanziate. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte del Comune di Catania nella nota diffusa dalla pagina social; resta pertanto da chiarire chi abbia disposto le sostituzioni e se siano state rispettate le specifiche previste dal capitolato dei lavori.
Gli esperti di sicurezza stradale e le buone pratiche di progettazione ciclabile raccomandano che le griglie e i tombini non presentino aperture tali da intrappolare ruote sottili e che il manto sia omogeneo e privo di cedimenti. In assenza di interventi mirati, le misure urgenti auspicabili sono: ispezione tecnica straordinaria, segnalazione provvisoria del pericolo con cartellonistica o deviazioni, sostituzione dei tombini con modelli conformi alla normativa e il rifacimento del fondo stradale nei tratti compromessi.
La vicenda solleva inoltre questioni di controllo e responsabilità sui finanziamenti pubblici: opere realizzate con fondi UE dovrebbero essere soggette a verifiche di conformità e collaudi finali. La comunità di ciclisti urbani e i residenti chiedono ora risposte chiare su tempi e modalità degli interventi correttivi e sulla eventuale apertura di verifiche amministrative sul progetto.
Abbiamo provato a contattare gli amministratori della pagina Lungomare Liberato e il Comune di Catania per ottenere precisazioni sui lavori, sulle ditte esecutrici e sulle eventuali contestazioni formali già presentate; al momento della pubblicazione non sono pervenute risposte ufficiali. Resta aperta la questione della sicurezza immediata degli utenti della ciclabile e della corretta gestione dei fondi pubblici impiegati per l'opera.
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