Caro carburante in Sicilia: accise tagliate, prezzi schizzano e cittadini in ginocchio: cosa ne pensano i catanesi

Blocco dello Stretto di Hormuz, speculazione e stop dei tir: a Catania il gasolio supera i 2 euro al litro e la protesta si allarga.

A cura di Redazione
02 aprile 2026 07:51
Caro carburante in Sicilia: accise tagliate, prezzi schizzano e cittadini in ginocchio: cosa ne pensano i catanesi -
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I prezzi del carburante continuano a salire in Sicilia nonostante il taglio delle accise varato dal Governo: cittadini, imprese e trasportatori denunciano una situazione «insostenibile» con il gasolio self che raggiunge in regione 2,067 euro al litro e la benzina 1,769 euro.

Le cause principali sono riconducibili all'escalation del conflitto in Medio Oriente nei primi mesi del 2026 e al conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, via di transito di circa il 20% del petrolio mondiale. Il fermo della navigazione e il rischio di attacchi hanno interrotto la filiera logistica globale, facendo impennare i costi di estrazione e trasporto e spingendo il prezzo industriale del greggio verso rialzi dell'ordine di +0,45 euro al litro.

A metà marzo il Governo ha introdotto una misura emergenziale: un taglio delle accise di 25 centesimi al litro (provvedimento prorogato), voluto per contenere il caro carburante. Sulla carta lo sconto avrebbe dovuto alleggerire la spesa dei consumatori; nei fatti però il calo si è rivelato temporaneo. I continui aumenti del prezzo industriale hanno in buona parte annullato il beneficio alla pompa.

A aggravare il quadro sono segnalazioni di soprapprezzi e speculazione da parte di alcuni distributori. Su questi operatori sono già intervenuti la Guardia di Finanza e il servizio di monitoraggio dei prezzi «Mister Prezzi», che hanno avviato verifiche sui listini non aggiornati in ragione delle riduzioni fiscali.

I dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano una Sicilia tra le più care: oltre ai valori regionali, a Palermo molte stazioni esibiscono listini superiori a 2 euro per qualsiasi tipo di carburante. La media nazionale, intanto, è di 2,043 euro per il gasolio e 1,746 euro per la benzina sulla rete ordinaria; in autostrada la media sale a 2,118 euro e 1,813 euro rispettivamente.

Fermo nazionale dei tir

Il settore della logistica ha reagito con mobilitazioni: Trasportounito ha proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile, definito necessario per chiedere aiuto a fronte di costi operativi ormai «insostenibili». Unatras ha organizzato assemblee permanenti in circa 100 città, reclamando misure come la sospensione dei versamenti fiscali e stanziamenti compensativi.

Sulla legittimità delle azioni sindacali sono però emerse perplessità: la Commissione di Garanzia sugli scioperi ha sollevato dubbi su possibili violazioni delle norme di preavviso e ha invitato a valutare revoche o modifiche alle iniziative.

Effetti sul territorio e reazioni dei cittadini

A Catania e in molte località siciliane i residenti descrivono una quotidianità segnata da spese familiari crescenti e difficoltà nel raggiungere lavoro e scuola. Lavoratori dipendenti, studenti e imprese locali sottolineano come la dipendenza dall'auto renda la provincia particolarmente vulnerabile agli aumenti: «La situazione è frustrante, influisce su tutte le spese mensili», dicono alcuni intervistati.

Le richieste rivolte al Governo sono chiare: interventi urgenti per stabilizzare i prezzi, misure di sostegno al settore dei trasporti e controlli più severi contro eventuali fenomeni di speculazione. Sullo sfondo resta aperta la domanda se politiche a più lungo termine ­— incentivi alla mobilità sostenibile, potenziamento del trasporto pubblico, riduzione della dipendenza da rotte di approvvigionamento vulnerabili — possano attenuare la ricorrenza di crisi simili.

Nel frattempo, nel breve periodo, famiglie e imprese continuano a fare i conti con un mercato volatile e con aumenti che annullano gli sforzi delle misure emergenziali varate finora dallo Stato. La pressione sociale e istituzionale sulle autorità resta alta mentre si attendono ulteriori interventi e riscontri dai controlli in corso.

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