Sicilia, 958 senza dimora: Messina conta la quota più alta di persone in strada senza riparo

Istat: nella notte del 26 gennaio 958 persone censite; Messina registra il 73,9% di chi dorme in spazi pubblici senza alcun riparo.

26 marzo 2026 10:31
Sicilia, 958 senza dimora: Messina conta la quota più alta di persone in strada senza riparo -
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La fotografia scattata dall'Istat nella notte del 26 gennaio restituisce una Sicilia che convive con una povertà estrema poco visibile ma diffusa: 958 persone senza fissa dimora censite tra Palermo, Catania e Messina. I numeri assoluti vedono Palermo 611, Catania 218 e Messina 129, ma è la composizione dei dati a indicare criticità acute, in particolare nello Stretto.

La mappa del disagio

A Messina la situazione emerge come la più allarmante dell'Isola. Delle 129 persone in condizione di povertà estrema, 104 trovano posto in una struttura di accoglienza (tra queste 11 donne), mentre 25 sono costrette a dormire in strada. Tra chi vive all'aperto, il 73,9% si trova in spazi pubblici privi di qualsiasi riparo: la percentuale più alta in Sicilia, superiore al 61,3% di Catania e al 51,4% di Palermo. Giardini, parcheggi e edifici abbandonati diventano così giacigli di fortuna.

Un volto nuovo della povertà: giovani e stranieri

I dati mostrano un cambiamento nell'identikit della marginalità. Sebbene oltre il 60% del totale siciliano abbia un'età compresa tra i 31 e i 60 anni, cresce la quota di giovani e di persone straniere tra gli assistiti. Nelle strutture messinesi il 61,5% degli ospiti è di nazionalità straniera (a Palermo 67,1%, a Catania 64,3%), segno di percorsi di integrazione spesso interrotti o mai avviati. Sul fronte anagrafico, a Messina un senzatetto su quattro (25%) ha tra i 18 e i 30 anni, mentre a Catania la quota sfiora il 40%: giovani vite che il welfare territoriale fatica a intercettare.

La strettoia dell'accoglienza

La rete di protezione mostra evidenti crepe: a Messina sono operative appena 7 strutture, contro le 12 di Palermo e le 12 di Catania. Il problema non è solo il numero di posti letto, ma una modalità di intervento che resta spesso improntata all'emergenza. Gestire percentuali significative di under 30, cittadini stranieri e persone esposte alle basse temperature richiede un passaggio dalla logica del pasto caldo e della mera accoglienza a interventi strutturati di reinserimento abitativo e lavorativo.

I numeri della rilevazione mettono in evidenza la fragilità dei servizi sociali locali e la necessità di risposte programmate: aumentare la capacità ricettiva è solo una parte della soluzione, mentre risposte efficaci nel medio termine richiedono politiche integrate di inclusione, alloggio sociale e inserimento lavorativo. La rilevazione Istat punta i riflettori su una popolazione di invisibili che vive l'inverno in strada e solleva interrogativi sul grado di prontezza e coordinamento delle istituzioni locali di fronte a un fenomeno in crescita.

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