Sextortion, la Questura di Siracusa lancia l'allerta: immagini intime usate per estorcere denaro
Avviso ufficiale del Commissariato di PS Online: profili falsi, ricatti e consigli pratici per difendersi e segnalare alla Polizia Postale.
La Questura di Siracusa ha rilanciato un avviso del Commissariato di PS Online sulla diffusione di casi di sextortion: le immagini intime, una volta condivise, possono essere salvate, duplicati e usate per ricattare le vittime. Il messaggio sottolinea che chi riceve foto private può perderne il controllo e trasformarle in uno strumento di pressione economica o di diffamazione.
Il fenomeno descritto è chiaro e ripetibile: i truffatori utilizzano profili falsi per instaurare rapidamente un rapporto di fiducia e poi chiedono immagini intime. Una volta ottenuto il materiale, il tono cambia e scattano le minacce di diffusione verso contatti o social network, accompagnate da richieste di pagamento. L'allerta riguarda in particolare piattaforme social e app di messaggistica, dove il meccanismo di pressione si propaga con facilità.
Come avviene la truffa
- Creazione del profilo falso: il truffatore si presenta con identità costruita ad arte per guadagnare fiducia.
- Scambio rapido di immagini: spesso il malintenzionato invia per primo una foto e invita a ricambiare.
- Minacce ed estorsione: una volta in possesso del materiale, il ricattatore chiede denaro minacciando di diffondere le immagini.
In questa fase è importante ricordare che la richiesta di denaro configura un reato: l'estorsione digitale è perseguibile per legge. La Polizia invita a non cedere alle richieste perché il pagamento raramente risolve la situazione e può alimentare ulteriori ricatti.
Indicazioni operative e prevenzione
La comunicazione della Questura elenca consigli pratici per ridurre il rischio e reagire se si è vittima:
- Pensa prima di inviare: le immagini intime sono estremamente personali; una volta condivise se ne perde il controllo.
- Attenzione ai tempi rapidi: diffida di chi chiede scambi di foto in modo affrettato.
- Non pagare mai: cedere al ricatto spesso genera nuove richieste di denaro.
- Interrompi i contatti e blocca il ricattatore: riduci la possibilità di ulteriori contatti.
- Conserva le prove: non cancellare la chat; salva screenshot del profilo e dei messaggi di minaccia.
- Segnala alle autorità competenti: la Polizia Postale è il punto di riferimento per queste violazioni. È possibile segnalare su www.commissariatodips.it.
La raccomandazione ufficiale è mantenere attenzione e prudenza nell'uso dei social e delle app di messaggistica, segnalando immediatamente casi sospetti per permettere alle forze dell'ordine di intervenire. La comunicazione della Questura di Siracusa conferma l'impegno delle forze di polizia nel monitoraggio e nella prevenzione di queste forme di estorsione digitale.
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