Raddoppio Messina-Catania: la Regione conferma la dismissione della vecchia linea Giampilieri–Fiumefreddo

Palazzo d'Orleans accoglie i sindaci: il binario unico sarà dismesso al collaudo del nuovo tracciato; resta l'interconnessione di Letojanni.

A cura di Redazione
13 marzo 2026 09:42
Raddoppio Messina-Catania: la Regione conferma la dismissione della vecchia linea Giampilieri–Fiumefreddo -
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La Regione Siciliana ha ufficializzato la decisione di dismettere l'attuale binario unico tra Giampilieri e Fiumefreddo non appena entrerà in funzione il nuovo tracciato a doppio binario in corso di realizzazione. La giunta guidata da Schifani ha dichiarato di aver accolto le richieste dei sindaci dei Comuni interessati, mantenendo l'interconnessione di Letojanni e il collegamento con la linea storica per la valle dell'Alcantara, destinata a essere trasformata in ferrovia turistica.

Dettagli della decisione e del progetto

Secondo la nota di Palazzo d'Orleans, la giunta ha deciso di non modificare il progetto originario che prevede, oltre al raddoppio, la conservazione della tratta Letojanni–Alcantara. La scelta chiude la fase di incertezza aperta dalla delibera del 20 novembre, che aveva ipotizzato modifiche su indicazione dei Comuni, in particolare di Taormina, preoccupati per l'impatto sul territorio.

Il nuovo tracciato è suddiviso in lotti: il lotto 2 Taormina–Fiumefreddo è previsto con apertura anticipata rispetto al prolungamento fino a Giampilieri. Sul tavolo tecnico c'era anche il progetto di una bretella di collegamento (bypass) a Letojanni, che avrebbe messo in connessione la linea storica, il nuovo doppio binario e la futura ferrovia turistica Alcantara–Randazzo.

Diverse amministrazioni avevano però segnalato il rischio di interferenze con le principali arterie viarie: autostrada A18 e statale 114. Il commissario di governo per il raddoppio, Filippo Palazzo, ha rassicurato che i cantieri prevedono solo parzializzazioni e che le fasi di lavoro saranno organizzate per evitare la chiusura totale delle due strade.

Reazioni locali, alternative d'uso e nodi finanziari

Non è un fronte compatto: mentre alcuni soggetti propongono di mantenere in esercizio il binario unico in via permanente, i sindaci dell'area jonica hanno maggiormente manifestato la volontà di riappropriarsi degli spazi attualmente occupati dai binari. Tra le ipotesi di riuso emergono la realizzazione di una nuova strada, parcheggi, una greenway o aree per la protezione civile.

Gli amministratori mettono in guardia sul rischio di replicare quanto successo con il vecchio tracciato del valico dei Peloritani: la linea Messina Centrale–Gesso, passante per Camaro, è stata al centro di proposte mai concretizzate, nonostante l'aggiudicazione nel 2021 del progetto della greenway tra Gesso e Monforte. Senza una cabina di regia e un cronoprogramma chiaro, le proposte rischiano di rimanere solo sulla carta.

Un altro nodo aperto è il finanziamento delle opere di bonifica e riuso del sedime ferroviario: sul tavolo c'erano circa 30 milioni inizialmente previsti, ma non è chiaro se questa cifra sia sufficiente per gli interventi necessari lungo la tratta Giampilieri–Fiumefreddo.

La decisione della Regione segna dunque un punto d'arrivo sul progetto infrastrutturale ma apre immediatamente questioni operative e politiche: tempi di dismissione, modalità di cessione degli spazi, stanziamenti per la bonifica e la definizione di un governo unico delle scelte di riuso resteranno al centro del confronto tra istituzioni, tecnici e comunità locali nelle prossime settimane.

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