Messina, striscione e mimose rosse per Daniela Zinnanti: 'Femminicidio = omicidio di Stato'

Cittadini a Messina denunciano la mancanza di tutela dopo l'omicidio della 50enne che aveva denunciato l'ex compagno.

A cura di Redazione
13 marzo 2026 14:17
Messina, striscione e mimose rosse per Daniela Zinnanti: 'Femminicidio = omicidio di Stato' -
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Davanti all'abitazione di Daniela Zinnanti, in via Lombardia a Messina, è apparso uno striscione e un tappeto di mimose rosse: un gesto che mette in primo piano la richiesta di responsabilità dopo la morte della 50enne uccisa dal suo ex compagno. La presenza del lenzuolo e dei fiori è stata interpretata come un’accusa diretta alla mancata protezione delle istituzioni.

Sul lenzuolo, parole tracciate a mano che non lasciano spazio a interpretazioni: "Daniela aveva denunciato. Femminicidio = omicidio di Stato. Noi non ti dimentichiamo. Non una di meno". Quelle frasi sono state lette come un atto d'accusa: la vittima aveva effettivamente denunciato e chiesto aiuto, ma il sistema di tutela, secondo i cittadini, non è stato sufficiente.

Lo striscione è stato affisso durante la notte, in un’iniziativa definita probabilmente spontanea da parte di chi voleva lasciare un segno visibile di vicinanza e rabbia. Le mimose, simbolo tradizionale dell'8 marzo, sono state tinte di rosso come richiamo al sangue e alla ferita ancora aperta. Altri mazzi di fiori sono stati deposti sotto la finestra dell’appartamento dove Daniela viveva, un gesto che vorrebbe restituire quella protezione che non è stata garantita.

Reazioni e significato

La vicenda ha scosso profondamente la città di Messina non solo per la brutalità dell'episodio ma per ciò che rappresenta: la caduta di una promessa di tutela. Quando una donna si rivolge allo Stato e denuncia, si affida a misure cautelari, controlli e strumenti di prevenzione. Se tali tutele non bastano, la responsabilità pubblica diventa centrale e non può rimanere confinata alla cronaca nera.

L'apparizione dello striscione e delle mimose rosse assume quindi valore doppio: memoria della vittima e strumento di denuncia collettiva. La scena davanti alla cancellata rimane un richiamo alla necessità di verificare l'efficacia delle misure di protezione e di perseguire ogni responsabilità istituzionale che possa emergere dall'accertamento dei fatti.

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