Messina, i "Sì Ponte" scendono in piazza: domani manifestazione con Salvini e autorità per chiedere avvio lavori
Decine di sigle e autorità annunciate domani 28 marzo in piazza Unione Europea per chiedere sviluppo e lo sblocco del Ponte sullo Stretto.
Domani, 28 marzo, nel pomeriggio la piazza Unione Europea di Messina ospiterà una manifestazione dei "Sì Ponte", promossa da decine di comitati, associazioni, sindacati e partiti regionali per sollecitare l'avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto. Sul palco, davanti a Palazzo Zanca, è attesa la partecipazione del ministro Matteo Salvini e di altri esponenti del governo, mentre gli organizzatori annunciano assenza di bandiere di partito.
La mobilitazione arriva dopo mesi di fibrillazioni: la costruzione del ponte ha subito una frenata dopo interventi della Corte dei Conti e solleva ancora questioni tecniche e amministrative. Secondo l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il cronoprogramma ipotizza l'avvio dei lavori entro la fine del 2026, una prospettiva che i promotori intendono sostenere pubblicamente.
Tra i nomi citati dagli organizzatori figurano il viceministro Edoardo Rixi, i sottosegretari Matilde Siracusano e Claudio Duringon, Alessandro Morelli, oltre ai presidenti delle Regioni Sicilia e Calabria, Renato Schifani e Roberto Occhiuto. Gli organizzatori però insistono sulla carattere trasversale della manifestazione e sul divieto di simboli di partito sul palco.
A spiegare le ragioni dell'iniziativa è il presidente di Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno, Fernando Rizzo, tra i promotori: «Ci rivolgiamo a chi è favorevole ma resta in silenzio e prova sfiducia». Secondo Rizzo, a Messina non esisterebbe solo la voce dei No Ponte, spesso accompagnata da proprietari di immobili coinvolti negli espropri o da ambientalisti, ma anche una larga fetta di cittadini che chiede sviluppo.
Sul piano giuridico e amministrativo, Rizzo richiama le recenti sentenze del TAR che, a suo dire, avrebbero chiarito che è lo Stato, tramite il Cipess, a stabilire il carattere di preminente interesse nazionale dell'opera. Sulla questione della compatibilità ambientale, Rizzo sostiene che il superamento dei vincoli «non dipende dall'Europa», e critica posizioni che, a suo avviso, sono state meno rigorose per altre grandi opere come il Ponte di Genova.
Un nodo aperto resta l'ANAC, che ha ribadito la necessità di una nuova gara per l'affidamento. I promotori replicano che l'incremento dei costi è dovuto all'indicizzazione dei prezzi delle materie prime e non a varianti progettuali: «Se si considera il costo parametrato al 2010, la soglia di aumento sarebbe ben al di sotto del 50%», afferma Rizzo, definendo le osservazioni dell'ANAC "pretestuose".
Gli organizzatori attendono una partecipazione di circa 2.000 persone e sottolineano che la manifestazione nasce da cittadini comuni e non «da oppositori politici o agitatori sociali». Il messaggio al centro dell'appello è chiaro: non accettare che Sicilia e Calabria restino la «parte retrograda e sottosviluppata del Paese», con il conseguente esodo dei giovani tra i 18 e i 29 anni.
La piazza sarà anche il luogo in cui i promotori intendono mettere in evidenza una richiesta di sblocco istituzionale e politico, dopo gli stop e le richieste di chiarimento che hanno marcato l'iter. Sullo sfondo resta la discutibile partita politica legata all'opera, che vede il governo chiamato a confermare tempi e strumenti per la realizzazione.
I prossimi sviluppi saranno osservati con attenzione: la manifestazione di domani rappresenta il tentativo dei sostenitori dell'opera di far sentire una voce pubblica e visibile a sostegno del progetto e delle scelte che dovranno essere compiute nelle sedi istituzionali competenti.
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