Custodia cautelare per omicidio: due indagati accusati con l'aggravante del metodo mafioso

Carabinieri di Catania e Siracusa eseguono misure cautelari per omicidio, soppressione di cadavere e armi; movente legato a dissidi per droga.

19 marzo 2026 08:22
Custodia cautelare per omicidio: due indagati accusati con l'aggravante del metodo mafioso -
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Nelle prime ore di oggi i carabinieri dei comandi provinciali di Catania e Siracusa hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Catania, che ha coordinato le indagini insieme alla Procura della Repubblica di Siracusa. I due destinatari del provvedimento sono ritenuti responsabili, in concorso, di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e danneggiamento seguito da incendio, reati aggravati dal metodo mafioso.

Dettagli dell'operazione

All'esecuzione dell'ordinanza ha preso parte personale specializzato: il comando provinciale di Vibo Valentia, il Reparto investigazioni scientifiche R.I.S. di Messina, lo squadrone eliportato "Cacciatori Sicilia", il 12° nucleo elicotteri e il nucleo cinofili di Nicolosi. L'impiego congiunto di tali reparti evidenzia la complessità e la portata dell'operazione svolta nelle prime ore del mattino.

I fatti contestati risalgono a gennaio scorso. Secondo gli inquirenti il movente sarebbe riconducibile a dissidi in materia di stupefacenti tra la vittima e uno degli indagati. Quest'ultimo è identificato come figlio di un esponente del clan mafia denominato Cappello-Bonaccorsi, circostanza che ha portato all'applicazione dell'aggravante del metodo mafioso.

L'aggravante del metodo mafioso segnala, nella ricostruzione degli investigatori, l'utilizzo di modalità intimidatorie e di esercizio di vincoli di tipo mafioso nell'esecuzione del reato. Tale qualificazione apre specifici profili di indagine da parte della DDA e può incidere sulle misure cautelari disposte dal gip.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Catania con la Procura di Siracusa, proseguono per chiarire dinamiche, responsabilità e modalità esecutive dei fatti contestati. Al momento non risultano ancora rese pubbliche dichiarazioni formali da parte degli indagati o di legali difensori; allo stesso modo non sono state rilasciate note aggiuntive dalle autorità centrali al di là della comunicazione sull'esecuzione del provvedimento.

Gli sviluppi processuali e gli accertamenti tecnici svolti dai reparti coinvolti saranno determinanti per confermare o confutare le ipotesi accusatorie: la magistratura ha disposto la custodia cautelare in carcere, ma spetterà ora al giudice e all'iter investigativo verificare compiutamente l'esistenza di prove a carico. Le operazioni odierne rappresentano comunque un intervento mirato contro fenomeni criminali collegati al controllo delle attività illecite nel territorio.

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