Catania: donna trovata morta in edificio abbandonato, autopsia parla di cause naturali; possibile aggressione post mortem di cani

Elisabeta Boldijar, 36enne senza fissa dimora, trovata quattro giorni fa in via Domenico Tempio; la Procura diffonde la foto e invita a collaborare.

A cura di Redazione
05 marzo 2026 07:58
Catania: donna trovata morta in edificio abbandonato, autopsia parla di cause naturali; possibile aggressione post mortem di cani -
Condividi

Una donna di 36 anni è stata trovata morta quattro giorni fa in un edificio abbandonato che ospitava l'ex sede del consorzio agrario in via Domenico Tempio, a Catania. Secondo le prime risultanze dell'autopsia disposta dalla Procura, la morte sarebbe avvenuta per cause naturali e non per un'aggressione perpetrata da terzi.

La vittima è stata identificata come Elisabeta Boldijar, cittadina romena senza fissa dimora, nota alle forze dell'ordine per denunce relative a piccoli furti e con trascorsi legati alla prostituzione e all'uso di crack. Sul luogo del ritrovamento gli investigatori hanno notato segni compatibili con un successivo intervento di animali, non con un atto violento umano.

Dettagli dell'autopsia e delle indagini

L'autopsia è stata eseguita su disposizione della procuratrice aggiunta Liliana Todaro, che coordina il pool dedicato ai reati contro le fasce deboli. Gli esami preliminari hanno portato a escludere l'omicidio come causa della morte, pur lasciando aperta la verifica su eventuali lesioni successive al decesso.

Sul posto sono stati rinvenuti due nidi con cucciolate e le relative madri definite dagli agenti «aggressive» nel proteggere i piccoli. Da qui la ricostruzione ritenuta verosimile dagli inquirenti: la donna sarebbe deceduta per motivi naturali e poi sbranata dai cani randagi che stanziano nella zona, con lesioni riconducibili a un attacco post mortem.

Le prime attività investigative erano state avviate dal Commissariato San Cristoforo; il fascicolo è poi passato alla Squadra mobile della Questura che coordina le indagini più approfondite. Nei giorni scorsi la Procura ha diffuso la foto della vittima «per la massima diffusione», invitando chi possa avere informazioni utili a rivolgersi alla squadra mobile.

Si tratta, al momento, di un esito preliminare: gli inquirenti mantengono aperte tutte le piste e continueranno gli accertamenti sui reperti autoptici e sulle circostanze del ritrovamento. Le autorità sottolineano anche la necessità di un approccio coordinato tra forze dell'ordine e servizi locali per gestire la presenza di cani randagi in area urbana, problema emerso nell'ambito degli accertamenti.

Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e verificare eventuali responsabilità o omissioni nella tutela della persona deceduta e nella gestione del territorio circostante.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Catania