Catania, colonnine Enel X vandalizzate per il rame: cavi tranciati in più quartieri, automobilisti a piedi
Cavi tagliati e furti di rame paralizzano le postazioni di ricarica: segnalazioni in tutta la città e indagini in corso.
In diverse zone di Catania le colonnine di ricarica Enel X risultano fuori servizio per i cavi tranciati: segnalazioni arrivano da piazza Nettuno, lungomare, piazza Montessori, Q8 Cibali, Q8 via Nizeti e piazza Manganelli, e il fenomeno si estende fino a San Pietro Clarenza. L'effetto immediato è il disagio per chi possiede un'auto elettrica e non trova punti di ricarica attivi.
La motivazione economica è considerata il movente principale: il rame ha un valore di mercato che si aggira intorno agli 8.000 euro per tonnellata. Le stazioni di ricarica in corrente continua (fast e ultrafast) contengono tra i 6 e i 10 chili di rame per cavo; ogni colonnina ha due prese, per cui in un singolo intervento possono essere sottratti tra i 12 e i 20 chili di metallo. La refurtiva viene poi venduta sui canali di ricettazione a prezzi pari al 30-50% del valore di mercato.
Secondo fonti investigative locali, il fenomeno appare riconducibile prevalentemente a microcriminalità predatoria: persone singole o piccoli gruppi che operano con strumenti rudimentali e una rete locale di smaltimento, piuttosto che a grandi organizzazioni criminali già documentate in altre città.
Indagini e interventi
La questura di Catania ha attivato nel corso degli ultimi mesi servizi di controllo rafforzati dopo numerose segnalazioni al 112. In una operazione della squadra mobile sono stati arrestati due catanesi, di 53 e 33 anni, colti in flagranza mentre asportavano cavi di rame dall'interno di una cabina Enel. L'arresto è avvenuto nell'ambito di un servizio preventivo notturno mirato a contrastare i furti di rame.
Un caso distinto ha riguardato un 44enne con precedenti per reati contro il patrimonio, specializzato nel furto di pluviali e grondaie in metallo. Gli investigatori del commissariato Borgo Ognina, incrociando denunce e immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno ricostruito il modus operandi: l'uomo agiva anche in pieno giorno, usando il manico di un rastrello come leva e una cassetta degli attrezzi per smontare le tubature. La refurtiva veniva ceduta a una fonderia che pagava il materiale circa 4 euro al chilo.
L'impatto sociale è immediato: cittadini e automobilisti elettrici esprimono rabbia e frustrazione. Una lettrice ha scritto alla redazione lamentando "una vera e propria strage di colonnine di ricarica Enel X" e chiedendo conto delle istituzioni, delle telecamere e della sicurezza urbana. Il disagio per gli utenti che scelgono l'elettrico si somma alla crescente percezione di insicurezza nei quartieri colpiti.
Le richieste che emergono dal territorio comprendono il potenziamento della videosorveglianza, controlli mirati nelle ore notturne, una più stretta collaborazione tra distributore e forze dell'ordine e verifiche sulle fonderie e i canali di smaltimento per interrompere la filiera della ricettazione. Le indagini proseguono e le forze dell'ordine continuano a intensificare i controlli per prevenire ulteriori episodi e ripristinare il servizio alle colonnine danneggiate.
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