Carburanti, la Sicilia tra le regioni più care: gasolio a 2,057 €/l, Codacons chiede intervento urgente

Dati Codacons su rilevazioni Mimit: rincari assorbono lo sconto sulle accise, traffico di costi su famiglie e imprese in Sicilia.

27 marzo 2026 12:52
Carburanti, la Sicilia tra le regioni più care: gasolio a 2,057 €/l, Codacons chiede intervento urgente - Credit Foto Codacons
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La Sicilia si conferma tra le regioni con i carburanti più cari d'Italia, con il prezzo medio del gasolio che raggiunge oggi 2,057 euro al litro e la benzina che si attesta a 1,766 euro al litro. A denunciarlo è il Codacons, che ha rielaborato i dati ufficiali del Mimit e definisce la situazione sull'Isola particolarmente critica.

Dati regionali e confronti

A livello nazionale il quadro mostra un nuovo rialzo dei listini: in autostrada il prezzo medio del gasolio torna a sfondare la soglia dei 2,1 euro/litro (2,102 €/l), mentre la benzina supera 1,8 euro/litro (1,806 €/l). Sulla rete ordinaria, il gasolio in modalità self raggiunge una media di 2,043 €/l, ma con forti differenze territoriali.

I prezzi più elevati per il diesel si registrano a Bolzano (2,071 €/l) e in Valle d'Aosta (2,067 €/l), seguite da Sicilia (2,057 €/l) e Molise (2,056 €/l). All'estremo opposto le Marche risultano la regione più conveniente, con una media di 2,016 €/l.

Sul fronte della benzina il prezzo medio nazionale è pari a 1,746 €/l; le punte più alte sono in Basilicata (1,775 €/l), Bolzano (1,769 €/l) e Sicilia e Calabria (1,766 €/l).

Il Codacons sottolinea come questi livelli incidano in modo significativo su famiglie e imprese, in particolare in territori come la Sicilia già penalizzati da criticità infrastrutturali e logistiche, con il rischio di un effetto a catena sui prezzi al consumo.

Secondo l'associazione, lo sconto sulle accise varato dal Governo è stato in gran parte assorbito dai rincari dei listini alla pompa: in una sola settimana la riduzione effettiva sul gasolio si è ridotta ad appena 6 centesimi al litro, rispetto ai 24,4 centesimi previsti dalla misura fiscale.

Il Segretario Nazionale Codacons, Francesco Tanasi, osserva che «questa dinamica si traduce in una maggiore spesa fino a +9,2 euro a pieno per gli automobilisti» e che la situazione rende evidente la necessità di un intervento immediato e strutturale.

L'associazione lancia pertanto un appello al Governo e al Parlamento: chiedere trasparenza nella formazione dei prezzi e misure che garantiscano una riduzione reale e stabile del costo dei carburanti, a tutela di cittadini e imprese, con particolare attenzione a regioni come la Sicilia.

I numeri riportati derivano dai dati odierni del Mimit rielaborati dal Codacons; la situazione resta volatile e sottoposta a rapidi cambiamenti, rendendo necessaria una vigilanza continuativa sulle dinamiche dei prezzi e sulle politiche fiscali correlate.

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