Ancona è Capitale Italiana della Cultura 2028: Catania esclusa nonostante il dossier
Il Ministro Giuli annuncia Ancona vincitrice; la delegazione catanese perde il riconoscimento e il relativo finanziamento.
Ancona è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura 2028 dalla Giuria presieduta da Davide Maria Desario. L'annuncio ufficiale è stato dato dal Ministro Alessandro Giuli durante la cerimonia al Ministero della Cultura (MiC). Con questa decisione la candidatura etnea non ha ottenuto il riconoscimento: la delegazione di Catania, che puntava al progetto "Catania continua", è rimasta esclusa e ha visto svanire la possibilità di ottenere il finanziamento collegato al titolo.
La scelta di Ancona è arrivata al termine di una selezione che ha ridotto la competizione a una shortlist di dieci città e borghi. La Giuria ha valutato i dossier presentati, concentrandosi su proposte capaci di valorizzare il patrimonio, stimolare la vita culturale e promuovere iniziative sul territorio.
La shortlist e i dossier finalisti
- Ancona — "Ancona. Questo adesso"
- Catania — "Catania continua"
- Anagni (FR) — "Hernica Saxa. Dove la storia lega, la Cultura unisce"
- Colle di Val d'Elsa (SI) — "Colle28. Per tutti, dappertutto"
- Forlì — "I sentieri della bellezza"
- Gravina in Puglia (BA) — "Radici al futuro"
- Massa — "La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia"
- Mirabella Eclano (AV) — "L'Appia dei popoli"
- Sarzana (SP) — "L'impavida. Sarzana crocevia del futuro"
- Tarquinia (VT) — "La Cultura è volo"
Il titolo di Capitale Italiana della Cultura comporta per la città vincitrice opportunità di visibilità, sviluppo di progetti culturali e accesso a risorse pubbliche per la realizzazione del programma presentato. Per le altre finaliste, incluso il progetto di Catania, resta comunque il valore dei dossier elaborati come base per future iniziative e per la valorizzazione del territorio.
L'annuncio al MiC chiude la fase selettiva per il 2028: ora l'attenzione sarà rivolta all'implementazione del progetto di Ancona e alle ricadute sul panorama culturale nazionale, mentre le amministrazioni non vincitrici potranno valutare percorsi alternativi per sostenere e finanziare le proposte che hanno presentato.
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