Aggressione a Catania: detenuto psichiatrico ferisce 7 agenti a piazza Lanza, sindacato denuncia immobilismo
Un detenuto aggredisce sette agenti, uno accoltellato al volto. Il Coordinamento segnala sovraffollamento e inadempienze ministeriali.
Ieri nella casa circondariale di piazza Lanza a Catania un detenuto ha aggredito sette agenti della Polizia Penitenziaria, che sono stati trasportati al Pronto soccorso etneo per le cure del caso: uno dei colleghi ha riportato una ferita al volto inferta con un'arma da taglio improvvisata, e tra i feriti si registrano lesioni serie.
Le autorità penitenziarie e il sindacato sono intervenuti per ricostruire la dinamica dell'aggressione: l'autore sarebbe un detenuto di origine rumena con problemi psichici, attualmente ristretto in una sezione ordinaria. Secondo il Coordinamento nazionale Polizia penitenziaria (Cnpp) la gestione di soggetti affetti da patologie psichiatriche in reparti detentivi senza adeguate risorse è un fattore aggravante della sicurezza.
Il dirigente nazionale Massimiliano Di Carlo ha definito l'episodio non una fatalità ma la conseguenza di un immobilismo ministeriale denunciato a più riprese. Per Di Carlo è inammissibile che persone con patologie psichiatriche siano trattate in sezioni ordinarie, dove il personale di Polizia penitenziaria non dispone di mezzi né competenze cliniche adeguate.
Il Cnpp ricorda di aver formalmente segnalato il rischio già dopo le rivolte del 28 febbraio e del 1° marzo, inviando una nota del 1 marzo 2026 ai vertici dell'amministrazione penitenziaria e al sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro delle Vedove. Nella missiva il sindacato chiedeva il trasferimento immediato dei facinorosi e l'applicazione del regime di sorveglianza particolare (art. 14-bis); secondo Di Carlo nulla di tutto ciò è stato attuato.
Il Cnpp denuncia inoltre lo sovraffollamento della struttura: la casa circondariale sarebbe carica di quasi 200 detenuti oltre la capienza regolamentare, circostanza che, per il sindacato, contribuisce allo stato di abbandono della struttura e rende esplosive le condizioni di sicurezza.
Richieste del sindacato
- Trasferimento punitivo immediato per i responsabili delle rivolte e delle aggressioni;
- Collocazione dei detenuti con patologie psichiatriche in strutture sanitarie idonee, per porre fine all'impropria gestione clinica nei reparti detentivi;
- Potenziamento urgente dell'organico della Polizia Penitenziaria;
- Adozione di protocolli d'intervento certi che garantiscano l'incolumità del personale.
Il Cnpp ha espresso solidarietà ai sette colleghi feriti e avverte che, se il ministero della Giustizia non adotterà provvedimenti concreti per ripristinare l'ordine e la sicurezza a piazza Lanza, proclamerà lo stato di agitazione permanente e intraprenderà tutte le forme di protesta consentite dalla legge per tutelare la dignità e la vita degli agenti.
Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte della direzione del carcere e degli investigatori competenti; al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte del ministero sui provvedimenti immediati né sulla pianificazione di misure correttive per la struttura etnea.
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