Sifi, sit-in a Catania contro i 52 esuberi annunciati da Faes Farma

Filctem, Femca e Uiltec protestano davanti a Confindustria: nove mesi dopo l'acquisizione, nessun piano industriale e 52 lavoratori a rischio.

27 febbraio 2026 08:47
Sifi, sit-in a Catania contro i 52 esuberi annunciati da Faes Farma - Credit Foto SIFI Group
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Ieri pomeriggio, 26 febbraio 2026, i rappresentanti sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno indetto un sit-in davanti alla sede di Confindustria a Catania per protestare contro l'annuncio di 52 esuberi alla Sifi, comunicato dal gruppo spagnolo Faes Farma a circa nove mesi dall'acquisizione. La manifestazione vuole contestare la mancata apertura di un confronto e la mancanza di un piano industriale che giustifichi i licenziamenti comunicati dall'azienda.

La Sifi, fondata nel 1935 da Antonino Benanti e Cramelo Chines e con sede storica ad Aci Sant'Antonio, è specializzata nella produzione di dispositivi e prodotti per l'oftalmologia. L'acquisizione da parte di Faes Farma era stata presentata come un'operazione finalizzata al rafforzamento dello sviluppo industriale e alla valorizzazione delle risorse locali; le attuali mosse societarie, secondo i sindacati, contraddicono quelle promesse.

Secondo i delegati sindacali, l'annuncio degli esuberi è arrivato in modo improvviso e senza margini di trattativa. «È strano come tutto ciò avvenga a circa nove mesi dall'acquisto di un'azienda che non era in piena salute, con aspettative diverse rispetto a quelle attuali», ha dichiarato Quintino Rocca, sindaco di Aci Sant'Antonio, sottolineando la preoccupazione per le intenzioni future della proprietà e definendo la comunicazione «brutale».

Un dipendente coinvolto, Francesco Giuliano, ha raccontato che già «prima di Natale» circolavano voci, ma la comunicazione ufficiale è arrivata il 9 gennaio “come una doccia fredda”. Giuliano ha messo in dubbio i criteri di selezione degli esuberi: «Molte delle persone coinvolte non avrebbero nemmeno dovuto essere inserite in una procedura. Alcuni sono assunti da ben 25 anni». Il tema della selezione, spiegano i sindacati, resta al centro delle richieste di chiarimento.

A sottolineare il valore della Sifi per il territorio è anche Marcella Renis, ex docente ordinaria di Biologia Molecolare e Biochimica: l'azienda ha collaborato con l'Università di Catania in progetti e nella formazione, con molti studenti poi assunti nell'organico aziendale. «Stiamo parlando di persone che hanno contribuito a rendere la Sifi ciò che è oggi», ha detto Renis, ribadendo che nessuno deve essere lasciato indietro.

Faes Farma, che ha comunicato la possibile procedura di esubero, non ha ancora reso noto un piano industriale dettagliato né i criteri usati per la selezione dei lavoratori, elementi che i sindacati considerano imprescindibili per avviare un confronto. I rappresentanti di Filctem, Femca e Uiltec hanno chiesto chiarimenti e la riapertura di una trattativa che possa valutare soluzioni alternative ai licenziamenti.

La protesta di ieri si inserisce in un quadro di forte preoccupazione per l'occupazione locale e per la tenuta del tessuto produttivo del territorio. Le prossime mosse restano da definire: i sindacati puntano a ottenere garanzie sull'investimento e sul mantenimento delle competenze in loco, mentre la proprietà è chiamata a spiegare la strategia economico-industriale che ha portato alla decisione.

Al momento non risultano date ufficiali per incontri istituzionali o per l'apertura di tavoli di trattativa pubblicamente concordati; la vicenda rimane aperta e monitorata dalle rappresentanze sindacali, dalle istituzioni locali e dai lavoratori coinvolti.

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