SIFI, ad Aci Sant'Antonio cresce l'allarme licenziamenti: il sindaco Rocca chiama istituzioni e sindacati

Dopo l'acquisizione da Faes Farma e un investimento da 270 milioni, ad Aci Sant'Antonio circolano voci su almeno 50 licenziamenti; il sindaco chiede chiarezza.

A cura di Redazione
24 febbraio 2026 11:53
SIFI, ad Aci Sant'Antonio cresce l'allarme licenziamenti: il sindaco Rocca chiama istituzioni e sindacati -
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Allarme licenziamenti ad Aci Sant'Antonio dopo l'acquisizione di SIFI Group da parte del gruppo spagnolo Faes Farma. Circola con insistenza la voce di un alto numero di tagli, quantificati in almeno cinquanta esuberi, che coinvolgerebbero tutte le direzioni dello stabilimento. Il sindaco Rocca ha definito la situazione «sconcertante e preoccupante» e ha lanciato un appello alle istituzioni e alle forze politiche per una pronta mobilitazione.

Contesto dell'acquisizione e prime reazioni

Nel terzo trimestre del 2025 si è formalizzata la transizione con cui Faes Farma ha rilevato il gruppo italiano SIFI, con un investimento di 270 milioni di euro. L'operazione è stata motivata, secondo i comunicati legati all'acquirente, dalla volontà di integrare il portfolio oftalmico e rafforzare la leadership in Europa e America Latina. Tuttavia, alla luce delle voci sui tagli, il sindaco Rocca mette in fila dubbi e richieste di chiarezza: «Faes Farma ha acquistato un'azienda sana, non un animale morente», ha detto, chiedendo di conoscere la motivazione e le tempistiche che hanno portato alle presunte decisioni.

Il primo cittadino ha denunciato la mancanza di preavviso e la modalità definita «in sordina», sollevando perplessità sulla sorte di settori strategici come Ricerca e Sviluppo e sul futuro dello stabilimento che, fino a poco tempo fa, stava vivendo un periodo di crescita e sviluppo.

Le voci riportano che i tagli riguarderebbero anche dipendenti con venti, venticinque, trent'anni di esperienza, un elemento che ha aumentato la preoccupazione delle rappresentanze locali.

Rocca ha già avviato contatti politici e istituzionali, citando il coinvolgimento dell'onorevole Anthony Barbagallo, che sarebbe pronto a presentare un'interpellanza in Parlamento. Il sindaco ha indicato come interlocutori necessari il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, i principali sindacati (con nomi come Landini, Sbarra, Bombardieri, Capone) e membri del governo nazionale, tra cui il ministro Adolfo Urso e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il sindaco ha chiarito che questa non deve essere una battaglia politica, ma «una battaglia di territorio», chiedendo che «tutte le istituzioni facciano la propria parte, ognuna in relazione alle proprie competenze».

Non risultano al momento comunicazioni ufficiali da parte di Faes Farma o di SIFI che confermino il numero e la natura dei licenziamenti segnalati dalle voci locali; la notizia è quindi al momento da considerarsi come segnalazione in evoluzione e oggetto di verifica.

Le questioni aperte, secondo le fonti locali, sono essenzialmente quattro: qual è la motivazione dei tagli; perché sono avvenuti senza preavviso; quale sarà il futuro industriale dello stabilimento; e che destino avranno i reparti strategici come la Ricerca e Sviluppo.

Per ora la vicenda assume i connotati di un confronto tra esigenze di integrazione industriale espresse dall'acquirente e le preoccupazioni di tutele occupazionali avanzate dal territorio. Le prossime mosse annunciate sono l'interpellanza parlamentare, la mobilitazione delle sigle sindacali e la richiesta di un coinvolgimento formale delle istituzioni regionali e nazionali per ottenere chiarimenti e garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulle attività produttive e di ricerca nello stabilimento di Aci Sant'Antonio.

Il caso resta quindi aperto: le autorità locali e i rappresentanti dei lavoratori chiedono informazioni ufficiali e interventi rapidi per evitare impatti significativi sull'economia locale e sulla filiera oftalmica che ha caratterizzato l'azienda negli ultimi anni.

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