La grotta lavica che Catania dimenticò per 1500 anni e nasconde tesori di santi e miracoli

Sotto piazza Carlo Alberto, una cisterna romana diventata chiesa del 262 d.C. accoglie reliquie di Sant'Agata e visioni di Santa Lucia. Tra allagamenti e bombe, resiste semi-nascosta dal mercato.

09 febbraio 2026 21:00
La grotta lavica che Catania dimenticò per 1500 anni e nasconde tesori di santi e miracoli - Foto: Effems/Wikipedia
Foto: Effems/Wikipedia
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Nascita in una cisterna del III secolo

Tutto parte nel 262 d.C., quando il vescovo Sant'Everio trasforma una grotta lavica – usata come cisterna romana – nella prima chiesa mariana di Catania, dedicata a Santa Maria di Betlemme in un martyrion con altare su archosolium e pozzo battesimale. Tracce antiche restano: mattoni di terracotta sul soffitto del pozzo, falsa finestra, sedili lavici e labile Madonna col Bambino del III secolo sulla parete nord. Con l'Editto di Milano del 313 si aggiungono iconostasi e affreschi perduti, mentre nel VII secolo sorge la chiesa superiore, forse bizantina, intitolata a San Gaetano o Santa Maria La Grotta.wikipedia

Normanni, peste e oblio sotterraneo

Nell'VIII secolo l'invasione musulmana abbandona il tempio alto, ma i Normanni dell'XI lo restaurano: scalinata lavica collega cripta e superficie, colonne corinzie reggono cupoletta, pozzo diventa fonte per immersioni infantili. Allagamenti periodici dal pozzo intasano la cripta, dimenticata fino al 1558 quando i Carmelitani la sgomberano, aggiungendo pastori rinascimentali e veduta urbana all'arco d'ingresso con "Gloria in Excelsis Deo". Nel 1674 Carlo V demolisce parte per bastione San Michele, il 1693 la rade al suolo: ricostruzione lenta fino al 1801, con confraternita di San Gaetano che finanzia il nuovo longitudinale sobrio.wikipedia

Leggende di reliquie e visioni miracolose

La cripta custodisce storie epiche: qui Sant'Agata riposa dal 251 al 264, Santa Lucia ha visione della patrona per coraggio nel martirio, Sant'Euplio attende sepoltura. Nel 1508 Benedetta Laudixi sogna la Madonna soffocata dalle macerie, rivelando la grotta; umidità giallastra sugli affreschi battezza il rione "Grotte Bianche". Tradizione vuole fosse tra le prime chiese europee mariane, dopo San Berillo's Santo Spirito.wikipedia

Bombe, rifugi e rinascita ortodossa

Il 1943 le bombe alleate la feriscono, usata come rifugio: maldestri restauri ne alterano la lettura, riaperture a singhiozzo negli '80. Oggi padre Antonino Lo Curto la rettorizza: messe in greco, gemellaggio con monastero russo Divnogorje, funzioni moldave Parohia Sfintei Muceniţe Agafia. Nel 2009 investitura UCCI, tavolo calcareo 2000 con Natività bizantina in rilievo e paramenti ortodossi.wikipedia

Semi-soffocata dal mercato catanese

Sopra, chiesa unica navata con lesene composite, statua San Gaetano col Bambino, presbiterio su dodici colonne corinzie e marmi policromi settecenteschi; abside rettangolare tradisce resti barocchi. Bancarelle del mercato la stringono, ma resta sito archeologico unico: paleocristiano, rupestre, multiconfessionale. Associazioni spingono valorizzazione per staccarla dal caos urbano.wikipedia

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