Nello Musumeci, Italia chiede a Bruxelles incentivi mirati per cantieristica ad alta complessità
Il Governo trasmette alla Commissione Ue un contributo per la strategia industriale marittima: focus su piattaforme complesse, tecnologia subacquea e sinergie tra cantieristica militare e civile.
L'Italia ha formalizzato un contributo nazionale alla strategia industriale marittima europea, chiedendo a Bruxelles di concentrare gli incentivi sui cantieri che producono piattaforme ad alta complessità e di includere esplicitamente la tecnologia subacquea tra i segmenti prioritari. Il documento, redatto dal Comitato interministeriale per le politiche del mare, è stato trasmesso alla Commissione Ue e illustrato oggi dal ministro Nello Musumeci presso l'ufficio di Roma del Parlamento europeo.
Il messaggio principale è chiaro: evitare che le risorse Ue si disperdano in molteplici direzioni e puntare su quei settori dove l'Italia detiene un vantaggio competitivo. Secondo il ministro Musumeci, l'industria cantieristica e sistemistica navale contribuisce per 9,4 miliardi di euro alla crescita nazionale, supportando oltre un milione di occupati e un fatturato di centinaia di miliardi collegato all'economia del mare.
La proposta italiana individua tre linee strategiche: 1) concentrare incentivi su piattaforme a maggiore complessità (navi militari, da crociera, specialistiche); 2) promuovere la digitalizzazione e l'innovazione nei cantieri; 3) valorizzare la tecnologia subacquea come settore da sostenere per l'importante vantaggio tecnologico nazionale. Queste indicazioni puntano a massimizzare il ritorno economico e tecnologico degli investimenti Ue.
Un elemento centrale del contributo è la richiesta di favorire la contaminazione tra cantieristica militare e civile: promuovere applicazioni dual-use, rafforzare catene di fornitura resilienti e trasferire competenze tra i due ambiti. Nel documento si sottolinea la necessità di valorizzare le competenze civili all'interno dei cantieri militari e viceversa, per stimolare innovazioni di frontiera.
Musumeci ha richiamato la necessità di coordinamento politico in Italia: «L'Italia può giocare un ruolo prioritario nel contesto europeo. Bisogna lavorare tutti assieme, a cominciare dal Parlamento italiano, perché l'Italia possa arrivare in Europa con la certezza di difendere i propri interessi», ha detto. Ha inoltre osservato che il Paese dispone di una componente armatoriale intraprendente e di un campione industriale come Fincantieri con ambizioni globali.
Il ministro ha messo in guardia contro misure protezionistiche che potrebbero penalizzare gli armatori, sottolineando l'importanza di conciliare il sostegno alla cantieristica con le esigenze del settore del trasporto marittimo. La strategia proposta, ha detto, dovrà essere concretizzata nei prossimi mesi dai commissari Ue e dal Parlamento europeo.
Il contributo arriva anche dopo passi istituzionali interni: Musumeci ha richiamato il lavoro svolto dal Ministero con la creazione di un polo di programmazione — il cosiddetto "piano del mare" — e con l'apertura della dimensione subacquea a interessi civili oltre che militari. Il ministro ha definito la partita «impegnativa» ma potenzialmente vincente, se sostenuta da politiche industriali e internazionali adeguate.
Dal punto di vista economico e strategico, la proposta italiana mira a far competere l'Europa «dove è ragionevole attendersi dei risultati», ovvero nei segmenti di alta complessità dove il valore aggiunto e l'effetto moltiplicatore sono maggiori. Il documento chiede inoltre che la Commissione Ue consideri la resilienza delle filiere e il rafforzamento delle capacità tecnologiche come priorità.
Tra gli attori interessati al dossier ci sono imprese navali, armatori, fornitori di tecnologie subacquee e istituzioni europee. La partita richiederà negoziazioni sul livello di sostegno pubblico consentito dalle regole europee sugli aiuti di Stato e sulle politiche di concorrenza, tema richiamato implicitamente anche dai commenti pubblici alla presentazione.
Sui social, reazioni di cittadini e portatori d'interesse hanno evidenziato preoccupazioni e sostegno: commenti di residenti delle Isole Minori hanno chiesto più investimenti pubblici per la sovranità logistica e un nuovo naviglio per garantire diritti di mobilità; altri hanno elogiato Musumeci come un «grande ministro» per l'attenzione alle comunità costiere. Queste prese di posizione illustrano il lato sociale e territoriale della strategia, che tocca aspetti di servizio pubblico oltre che industriali.
I prossimi passi prevedono l'esame del contributo da parte della Commissione europea e la discussione in Parlamento europeo: si apre ora una fase di confronto tecnico e politico per definire come tradurre le indicazioni italiane in misure concrete all'interno della strategia industriale marittima europea.
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