Il santuario etneo sepolto dalla lava che i pedaresi non hanno mai abbandonato
Su una collina pedarese, questo santuario del XIV secolo ha visto eruzioni e terremoti ma resta cuore della devozione all'Annunziata. Simulacro nascosto e "beata Peppina" attirano pellegrini da Catania.
Radici medievali nel loco Trinconelli
Tutto parte il 15 giugno 1388: il vescovo Simone del Pozzo concede agli "onesti e devoti abitanti di Pedara" di edificare la prima chiesa parrocchiale alla Vergine Maria nel loco Trinconelli, vicino a una cisterna antica. Già nel 1390 arriva il primo parroco, Giovanni da Catania, e un documento del 1422 la chiama Santa Maria Annunziata, circondata da sciara fresca – probabilmente la lava del 1408. Ipotesi locali puntano a quel sito come culla della devozione, ma eruzioni del 1536-37 spingono la gente a valle, nei quartieri San Biagio e Matrice, senza mollare la Madonna.wikipedia
Ricostruzioni tra peste, lava e Pappalardo
Fine '500: Ludovico Pappalardo erige una nuova chiesa nel suo podere, con patronato familiare. Il terremoto del 1693 la rade, ma don Diego Pappalardo la ricostruisce in due anni, fino al 1695, instancabile. Nel 1810 un Pappalardo sopraeleva la volta a vele con cappellone absidale e colonne; ottocento vede ampliamenti con navate laterali per il fercolo della festa, aggiunto nel 1888. Nel 1971 monsignor Bentivoglio la eleva a santuario diocesano, boostato dai pellegrinaggi alla tomba della Serva di Dio Giuseppina Faro, "beata Peppina" (1847-1871), in odore di santità con processo aperto.wikipedia
Facciata barocca e interni affrescati
Ampia facciata tripartita con paraste laviche, portale centrale nervato e timpano spezzato sormontato da stemma Papardo in pietra bianca – i discendenti baronali di don Diego. Campanile bianco con effigi di Pietro e Paolo veglia dall'alto; scalinata lavica del 1958-59 sale al sagrato ex-cimitero. Interno basilicale: navata centrale con arcate su colonne, volta affrescata con Visitazione, angeli mariani e Natività; finta cupola coi quattro evangelisti; abside con profeti Isai-Aggeo e macchina barocca del 1935-36 che cela il simulacro dell'Annunziata dietro porte di castagno – visibile solo 25 marzo e settembre. Tela dell'Annunciazione copre sempre la nicchia.wikipedia
Altari devoti e furti degli anni '70
Navata destra: san Giuseppe in cartone romano, altare Crocifisso con statue Ortisei (Addolorata, Giovanni) dopo furti 1974-75 che sfregiarono una tela ora a Madonna della Stella; Ecce Homo in cartapesta. Sinistra: Sacro Cuore, Maria del Carmelo (tela ottocentesca di Giuseppe Zacco), san Francesco da Paola (tela ex-Santissimo Sacramento Ritrovato). Crocifisso XVI secolo rotato a san Vito nel 1989.wikipedia
Feste che animano Pedara
25 marzo: Annunciazione con triduo e simulacro esposto. Seconda domenica settembre: patronale con offerta cera-fiori, cerei, carri mariani e processione biparte (domenica-lunedì). Terza domenica: ottava con "velata". Meta pellegrinaggi per Peppina Faro, processando tra Etna fumante e quartieri storici.wikipedia
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