Il palazzo barocco che ha visto nascere generazioni di catanesi geniali

Nel cuore di Catania, questo colosso settecentesco nasconde chiostri Vaccarini, aule affrescate e strati di terremoti: da dove Alfonso il Magnanimo ha forgiato l'ateneo più antico della Sicilia.

09 febbraio 2026 15:00
Il palazzo barocco che ha visto nascere generazioni di catanesi geniali - Foto: Elio Bonanno/Wikipedia
Foto: Elio Bonanno/Wikipedia
Condividi

Rinascita dalle macerie del 1693

I lavori partono nel 1696 sulle rovine del palazzo medievale distrutto dal terremoto del Val di Noto, che rade al suolo Catania lasciando solo lava e polvere. Francesco e Antonino Battaglia gettano le basi, poi subentra il palermitano Giovanni Battista Vaccarini, che nel 1730 firma il cortile porticato a due ordini – un chiostro monumentale con colonne classicheggianti che incornicia il vuoto come un teatro antico. Non è solo ricostruzione: è il simbolo del barocco catanese sobrio, dove la lava etnea si fonde con marmi siciliani per sfidare l'Etna stessa.comune

Affreschi e aule che sussurrano nomi eterni

Al piano nobile, l'Aula Magna è un tripudio: pareti in damasco rosso, volta affrescata da Giovan Battista Piparo con eroi siciliani – Empedocle, Teocrito, Stesicoro, Ingrassia – che guardano i laureati da secoli. Lo scalone di marmo sale maestoso, mentre lo stemma aragonese sul prospetto principale, ridisegnato da Mario Di Stefano dopo il sisma del 1818, celebra Alfonso il Magnanimo, fondatore nel 1434 del "Siculorum Gymnasium". Antonino Battaglia, figlio di Francesco, rinforza i lati con controfacciate, trasformando lesioni in armonia neoclassica.gruppoweekend.altervista

Cuore pulsante dell'ateneo siciliano

Occupando un intero isolato, oggi è sede del Rettorato, uffici centrali e Biblioteca "Giambattista Caruso", con oltre 500mila volumi tra cinquecentine e manoscritti. Studenti lo attraversano correndo tra lezioni, laureati posano per foto eternali sotto gli affreschi, mentre eventi e mostre lo tengono vivo – dal jazz estivo ai convegni su Vaccarini. Il terremoto del 1785 e quello del 1818 l'hanno forgiato, rendendolo più solido, ma ha resistito pure alla Seconda Guerra Mondiale, con rifugi nel sottosuolo.unict

Strati di storia sotto i piedi degli studenti

Sotto la superficie, documenti rivelano un impianto cinquecentesco pre-1693, con chiostri originari aggiornati nel tempo – un cantiere perpetuo che mescola gotico catalano, barocco e neoclassico. Oggi, tra il caos di Piazza Università – caffè affollati, bici rubate e granite al pistacchio – resta baluardo di sapere: qui hanno studiato scienziati, poeti e politici che hanno plasmato la Sicilia moderna.academia

Patrimonio vivo, non solo facciata

Aperture FAI e visite guidate ne svelano gli angoli nascosti, mentre restauri recenti illuminano gli affreschi con LED soft. È più di un edificio: è il testimone muto di come Catania si sia rialzata, lezione per chi oggi calpesta i suoi cortili sognando un futuro altrettanto tenace.fondoambiente

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Catania