Il borgo etneo che inghiottì un'antica selva e che nasconde segreti incredibili
Macchia di Giarre, frazione etnea nata da un bosco secolare bonificato: terremoti, musei contadini e feste patronali nascondono tracce romane e greche.
Dal Bosco d'Aci al casale bonificato
Il nome "Macchia" arriva dritto dal fitto Bosco d'Aci che ricopriva questi pendii etnei fino al XVI secolo, un'immensa selva che i baroni acesi e messinesi trasformarono in campi fertili con enfiteusi della Contea di Mascali. L'antica Via Valeria romana passava proprio qui, al Passo della Macchia, snodo obbligato tra Messina e Catania, mentre a monte, in Fondomacchia, emergono dolia romane e tracce greche di un abitato perduto. Oggi, con l'espansione di Giarre, Macchia è continuità urbana, ma un tempo era frazione autonoma sognata da politici locali, con i suoi macchioti fieri e radicati.popolazioneestoria
Terremoti che la resero leggenda
Il 18 luglio 1865 un sisma devastante rade al suolo Macchia: 64 morti su 80 totali a Giarre, case crollate e feriti ovunque, ma la frazione si rialza ostinata. Nel 1909 e 1911 altre scosse colpiscono duro, danneggiando pure la chiesa, in un territorio etneo segnato da faglie vive che incanalano il torrente Macchia, corso d'acqua stagionale che dà nome al fondovalle. Questi eventi la legano alla storia di Giarre, nata da fondaci di giare per vino e olio, e la trasformano in baluardo contadino contro la natura indomita.giarrestory.altervista
Cuore vivo: ospedale, musei e sagre
Oggi Macchia pulsa con l'ospedale San Giovanni di Dio e Sant'Isidoro, delegazione comunale e l'ex stazione Carabinieri chiusa nel 2019, fulcro di servizi per l'intera valle. Il Museo degli Usi e Costumi delle Genti dell'Etna ricrea case rurali dell'800 con aratri, telai e attrezzi vulcanici, mentre il Parco Giardino di Macchia offre viali, anfiteatri e prati per eventi, tra ulivi e vista Etna. La Rassegna di Teatro dialettale Premio Mons. Salvatore Giuffrida animava le estati, oggi eredi sagre come la Passeggiata Genti dell'Etna a cavallo con calessi e degustazioni.milazzo
Feste che legano anime e terra
San Vito martire (ultima domenica agosto) e Maria SS. della Provvidenza (ultima ottobre) riempiono le strade di processioni, bande e bancarelle, con la parrocchia sorta nel secondo Ottocento come baluardo spirituale. La Sagra delle Ciliegie e Rose richiama le antiche coltivazioni di Fondo Macchia, fertili grazie al suolo vulcanico, intrecciando fede popolare e prodotti etnei in un calendario che tiene vivo il dialetto siciliano.parrocchie
Da frazione a quartiere etneo vivo
Macchia non è più isola: si confonde con Giarre, ma resta cuore verde con Chico Mendes vicino e sentieri verso valle del Bove, ideale per escursioni tra Etna e Ionio. Associazioni spingono per turismo slow, valorizzando ruderi romani e memorie contadine, trasformando un'ex selva in meta per chi cerca l'Etna autentica lontano dal caos.turytrip
12.9°