Catania: maresciallo dei Carabinieri aggredito e ferito, arrestato l'assalitore; sindacato contesta i domiciliari

Un maresciallo del Sim Carabinieri è stato colpito a pugni a Catania dopo aver richiamato un uomo per comportamento incivile. L'aggressore è stato arrestato ma posto ai domiciliari: il sindacato parla di segnale di impunità.

10 febbraio 2026 11:34
Catania: maresciallo dei Carabinieri aggredito e ferito, arrestato l'assalitore; sindacato contesta i domiciliari -
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Un maresciallo dei Carabinieri, sindacalista del Sim, è stato aggredito e ferito la sera precedente a Catania dopo aver richiamato un uomo per un comportamento considerato incivile vicino alla sua abitazione. L'autore dell'attacco è stato arrestato dal nucleo Radiomobile, ma nei confronti del fermato è stata disposta la misura dei domiciliari in attesa della direttissima, decisione che ha suscitato forti critiche dal sindacato.

Dettagli dell'aggressione

Secondo la ricostruzione fornita dal Sim Carabinieri e confermata in ambienti qualificati, il maresciallo si era qualificato come appartenente all'Arma prima di richiamare l'uomo; nonostante ciò è stato colpito con diversi pugni al volto. Le ferite riportate comprendono varie ecchimosi e una ferita lacero-contusa suturata con 5 punti. Dopo l'aggressione l'uomo si è allontanato verso un chiosco nelle vicinanze, dove ha continuato a inveire e a proferire frasi oltraggiose contro l'istituzione.

Il maresciallo ha allertato l'autoradio e, grazie al tempestivo intervento del personale del nucleo Radiomobile, l'individuo è stato individuato e arrestato. La vicenda è avvenuta nei pressi dell'abitazione del sottufficiale; non risultano, al momento, ulteriori coinvolgimenti di terzi.

Reazioni del sindacato e sviluppi giudiziari

Il Sim Carabinieri ha definito l'episodio «un grave episodio di violenza inaudita», sottolineando che il sottufficiale è stato «brutalmente aggredito dopo aver richiamato un cittadino al rispetto del senso civico». La segreteria regionale e nazionale del sindacato hanno espresso «massima solidarietà e vicinanza» alla vittima, augurandogli una pronta guarigione.

Contemporaneamente il Sim ha manifestato «amarezza per le decisioni dell'autorità giudiziaria in merito alle misure cautelari», definendo inaccettabile che chi ha perpetrato un atto di tale violenza sia stato sottoposto a misura meno afflittiva rispetto alla custodia in carcere. Secondo il sindacato, l'applicazione dei domiciliari rischia di lanciare un segnale di impunità, specie quando la vittima è un operatore di polizia che agisce anche fuori dal servizio per tutelare il decoro e la legalità.

Sul piano procedurale, il fermato è in attesa della direttissima; saranno i magistrati a definire le contestazioni formali e l'eventuale necessità di misure più restrittive. Al momento non sono state diffuse ulteriori informazioni sull'identità dell'indagato né su eventuali precedenti penali.

Le autorità locali e l'Arma non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali oltre ai fatti confermati dal sindacato e dalla comunicazione sull'arresto. L'episodio riapre il dibattito pubblico sulle misure cautelari e sulla tutela degli operatori delle forze dell'ordine anche quando intervengono fuori dal servizio.

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