Catania, diffamazione: il caso Trantino–Pellegrino arriva al Gip il 13 aprile
Il Gip deciderà se procedere contro il sindaco dopo la richiesta di archiviazione della procura e l'opposizione del consigliere Pellegrino.
Udienza fissata il 13 aprile per decidere se procedere nei confronti del sindaco di Catania, Enrico Trantino, accusato di diffamazione dal consigliere di Forza Italia Riccardo Pellegrino. La vicenda prende le mosse da un episodio dello scorso novembre 2025 e da un successivo comunicato stampa del primo cittadino, che ha scatenato un acceso contraddittorio politico e una denuncia per diffamazione.
Fatti e contraddizioni
Lo scorso novembre Pellegrino denunciò di aver subito un'aggressione fisica da parte del sindaco al termine di una seduta del Consiglio comunale in piazza Duomo. Diversi presenti, tuttavia, smentirono la versione del consigliere. A quel punto seguì un botta e risposta a mezzo stampa: Trantino diffuse un comunicato in cui definiva la nota di Pellegrino «gravemente lesiva della mia dignità personale» e richiamava il profilo pubblico e giudiziario del denunciante, accusandolo di tentare di strumentalizzare i fatti.
Qualche giorno dopo Pellegrino presentò una denuncia specifica contro il comunicato del sindaco per il reato di diffamazione (art. 595, comma 3 del Codice Penale), contestando le affermazioni pubblicate e chiedendo l'intervento della magistratura.
Valutazione della procura
Il pubblico ministero Rocco Liguori ha chiesto l'archiviazione, motivando la scelta con il riconoscimento del legittimo diritto di cronaca e critica politica esercitato dal sindaco. Nelle carte il pm osserva che la condotta di Pellegrino — richiamando anche una sentenza di condanna non definitiva per voto di scambio politico elettorale — costituisce un fatto di interesse pubblico e che il comunicato non contiene espressioni gratuitamente offensive né travalica il limite della critica politica.
Secondo la procura, la forma espositiva del sindaco rimane entro i confini della continente critica, pur con un giudizio netto sulla moralità del consigliere, e quindi non ricorre il reato di diffamazione aggravata contestato.
Prossime tappe e ricadute politiche
La decisione finale spetta ora al Gip Ottavio Grasso, che è stato chiamato a pronunciarsi il 13 aprile sulla richiesta di archiviazione e sull'opposizione presentata dallo stesso Pellegrino. È atteso che in quella sede si valuti se dar corso all'azione penale o confermare l'archiviazione proposta dal pm.
La vicenda ha già avuto ricadute politiche: la maggioranza a Palazzo degli Elefanti ha chiesto le dimissioni di Pellegrino, mentre lo scontro mediatico ha messo in luce tensioni interne al centrodestra cittadino. Il consigliere è vicepresidente vicario del Consiglio comunale e figura quindi centrale nelle dinamiche istituzionali locali.
L'udienza di aprile sarà l'elemento decisivo per definire il profilo giudiziario della vicenda; fino ad allora restano in campo le versioni contrastanti su quanto sarebbe avvenuto in piazza Duomo e le valutazioni di legittimità sulla comunicazione politica adottata dal sindaco.
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