Catania: 20enne arrestato per maltrattamenti e minacce durante crisi d'astinenza

Nel quartiere Librino la madre chiama la polizia: il giovane, già ai domiciliari per droga, minaccia la famiglia e viene posto in carcere.

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 13:40
Catania: 20enne arrestato per maltrattamenti e minacce durante crisi d'astinenza -
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Arrestato a Catania un 20enne accusato di maltrattamenti in famiglia e minacce gravi, dopo una violenta lite scatenata — secondo la Polizia di Stato — da una crisi di astinenza. L'intervento è avvenuto nel quartiere Librino: la madre, impaurita per la propria incolumità e quella dei familiari, aveva chiamato la Sala Operativa della Questura chiedendo aiuto urgente.

Ricostruzione dei fatti

Gli agenti hanno prima rassicurato telefonicamente la donna e poi raggiunto l'abitazione con una pattuglia della squadra volanti, trovando il giovane in evidente stato di agitazione. Secondo la ricostruzione ufficiale, il 20enne aveva scaraventato oggetti a terra e sfondato la porta di casa in preda a un raptus attribuito all'astinenza da sostanze stupefacenti. Durante l'episodio il ragazzo avrebbe nuovamente aggredito verbalmente la madre e il suo compagno, arrivando a formulare minacce di morte anche con l'uso di armi.

La madre ha raccontato agli agenti che le aggressioni si erano fatte sempre più frequenti e che la grave tossicodipendenza del figlio lo costringeva a chiedere ripetutamente denaro per acquistare droga. In alcune occasioni, le minacce sarebbero state rivolte in presenza della sorellina di 8 anni, elemento raccolto nella testimonianza che ha motivato la segnalazione alle forze dell'ordine.

Provvedimenti e iter giudiziario

Il giovane, già sottoposto agli arresti domiciliari per reati connessi allo spaccio di stupefacenti, è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e minacce gravi. Dopo che la Polizia ha informato il PM di turno presso il Tribunale di Catania, il ventenne è stato condotto in carcere, dove attende la convalida dell'arresto davanti al giudice.

Le autorità hanno registrato l'intervento come una risposta tempestiva a una richiesta di aiuto da parte di un familiare in situazione di rischio; le indagini e gli accertamenti giudiziari proseguiranno ora nell'ambito del procedimento penale in corso.

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