Catania, assoluzioni definitive nel processo 'Quadrilatero': scarcerata la sorella del boss Zuccaro
La Procura di Catania non ha impugnato il verdetto: assolti in via definitiva Concetta Zuccaro, Antonio Gianluca Pennisi e Mariangela Barone nell'inchiesta sulla piazza di spaccio di San Cocimo.
La quarta sezione penale del Tribunale di Catania ha visto passare in giudicato l'assoluzione definitiva di Concetta Zuccaro, sorella del boss Maurizio Zuccaro, e di altri due imputati, Antonio Gianluca Pennisi e Mariangela Barone. La Procura e la Procura generale non hanno infatti impugnato il verdetto emesso dal collegio presieduto dal giudice Salvatore Palmeri, con a latere Silvia Passanisi e Dora Anastasi.
Il processo e le assoluzioni
I tre assolti erano imputati nel processo noto come Quadrilatero, nato da un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania sui traffici di stupefacenti attorno a piazza Machiavelli, nel quartiere di San Cocimo. Per Concetta Zuccaro il pubblico ministero aveva chiesto 10 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga; la difesa, rappresentata dall'avvocato Pierpaolo Montalto, ha ottenuto invece l'assoluzione per insufficienza di prove. Anche Pennisi, difeso dall'avvocato Dario Fina, era accusato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e aveva subito la medesima richiesta di pena, ma è stato assolto. Per Mariangela Barone, assistita dall'avvocato Andrea Gianninò, l'accusa era limitata al traffico di stupefacenti; per lei il pm aveva chiesto 6 anni e 27.000 euro di multa, ma è arrivata l'assoluzione definitiva.
Le condanne per altri imputati e l'appello in corso
Nel processo di primo grado erano invece state inflitte 7 condanne, per le quali è tuttora in corso il giudizio d'appello davanti alla Corte d'Assise d'Appello. Le pene di primo grado comprendono: Roberto Spampinato condannato a 7 anni, 6 mesi e 20 giorni e 2.666 euro di multa; Giuseppe Gentile e Salvatore Russo a 4 anni e 8 mesi e 4.000 euro di multa ciascuno; Magda Dorina Miu a 1 anno e 3 mesi e 1.800 euro di multa; Mamadou Kane a 1 anno; Giuseppe Caputa a 1 anno e 8 mesi; e Antonio Testa a 1 anno e 2 mesi. L'avvocato Salvatore Centorbi, difensore di Spampinato, ha proposto ricorso in appello.
Il blitz "Quadrilatero" e l'area d'indagine
L'operazione che diede avvio all'inchiesta fu denominata Quadrilatero perché riguardava la zona delimitata dalle vie Avola, San Damiano, Testai e la piazza Cosma e Damiano. Alla fase esecutiva parteciparono i carabinieri del Comando Provinciale di Catania, coadiuvati dalla Compagnia di Intervento Operativo del XII Reggimento "Sicilia", dal Nucleo Elicotteri e dal Nucleo Cinofili; l'ordinanza, su richiesta della Dda, portò all'arresto di 20 persone. Le indagini hanno ricostruito una rete di spaccio che gestiva diverse piazze di smercio di cocaina, crack e marijuana, radicate nel popolare quartiere di San Cristoforo e in particolare nell'area di San Cocimo.
La relazione con la criminalità organizzata
Secondo gli inquirenti, San Cocimo era considerata roccaforte di affiliati al gruppo riconducibile a Maurizio Zuccaro, ritenuto organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano. Tuttavia, nel corso del procedimento processuale non sono state contestate accuse di associazione mafiosa: nessuno dei dieci imputati coinvolti è stato processato per reati di mafia, compresa la sorella del boss.
I fatti descritti rappresentano l'esito delle verifiche giudiziarie sulla vicenda Quadrilatero; la situazione processuale resta invece aperta per i condannati che hanno impugnato le sentenze di primo grado, con il secondo grado ancora in corso.
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