Agata On The Road 2026: «Ritorno a Casa» inaugura il 21 febbraio a fON Art Gallery
La Fondazione OELLE presenta la sesta edizione della rassegna su cinque piani ad Acicastello: in mostra le opere site-specific di Alfredo Pirri e Adriana Torregrossa. All'inaugurazione sarà proclamato il vincitore di «Un anno con Agata 2026».
Il 21 febbraio 2026 alle ore 18.00 la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS apre ad Acicastello (CT) la mostra Agata On The Road 2026 – Ritorno a Casa, ospitata nei cinque piani della fON Art Gallery in via Antonello da Messina 45. L'esposizione mette al centro il tema del ritorno come processo di riconoscimento e memorizzazione, e presenta tra le opere principali la permanente Passi di Alfredo Pirri e Ardente zelo di Adriana Torregrossa, vincitrice del premio «Un anno con Agata 2025».
Opere principali e linguaggi
La mostra prende spunto dal 900° anniversario del ritorno delle reliquie di Sant'Agata a Catania, ma decodifica il tema del ritorno lontano da nostalgia: è piuttosto un invito a interrogare la casa come spazio mentale e affettivo in un presente segnato da migrazioni e ridefinizioni.
L'opera di Adriana Torregrossa, «Ardente zelo», nasce da un ricordo d'infanzia — un quaderno di prima elementare — e riflette sul tempo e sulla persistenza dell'immagine sacra nella memoria collettiva. Torregrossa racconta di uno sviluppo quotidiano del ricordo, trasformato in opera dopo quarant'anni di distanza da Catania: un processo di ritorno che è anche rielaborazione personale.
Alfredo Pirri presenta il progetto speciale «Passi 2026 Aci Castello», opera site-specific inserita nella suite 101 del Four Points by Sheraton Catania. Il lavoro trasforma il pavimento in uno specchio frantumato con tre campiture celesti che si intersecano in una triangolazione più intensa: un rimando simbolico a Sant'Agata, Santa Lucia e Santa Rosalia. Nel progetto di Pirri il cammino del visitatore diventa parte attiva dell'opera: i passi attivano lo spazio e lo trasformano in un gesto rituale contemporaneo.
Visione curatoriale e ruolo del territorio
Ornella Laneri, presidente della Fondazione OELLE, definisce la memoria come strumento fondante per rinnovare il rapporto tra spiritualità e linguaggi contemporanei, e per ripensare la devozione senza perdere la sua intensità. Laneri sottolinea inoltre la scelta di integrare l'arte nell'architettura dell'albergo che ospita il lavoro di Pirri, volendo l'opera come segno perenne e non semplice elemento decorativo.
La rassegna intende così costruire ponti tra tradizione e contemporaneità, restituendo al territorio uno spazio di pensiero critico e meditativo: un invito a tornare, riconoscere, sostare e guardare.
Numeri, partecipazione e calendario
All'inaugurazione saranno visibili tutte le opere in mostra e si procederà alla proclamazione del vincitore di «Un anno con Agata 2026». Il contest ha ricevuto 105 candidature dall'Italia e dall'estero, di cui 35 sono arrivate fino alla semifinale. L'opera di Torregrossa, vincitrice 2025, è frutto proprio del dialogo tra artista, Fondazione e territorio e rappresenta il modello di produzione site-specific promosso dalla rassegna.
L'apertura pubblica del 21 febbraio alle 18.00 segna l'avvio di una manifestazione che si sviluppa su cinque piani e mira a coinvolgere non solo il mondo dell'arte contemporanea ma anche la comunità locale attraverso la rielaborazione critica di pratiche rituali e feste sacre.
Un'esperienza rituale contemporanea
Nel lavoro di Pirri la separazione è tema centrale — un atto di fede che diventa anche ribellione — mentre l'attraversamento dello spazio invita a una decantazione personale: entrare, svuotarsi, attraversare. Questo approccio trasforma la fruizione in una partecipazione che richiama la Festa di Sant'Agata, dove il movimento collettivo si fa testimonianza condivisa di identità e sacrificio.
Agata On The Road 2026 conferma l'impegno della Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS a indagare il profondo che si cela dietro ogni festa e a offrire al pubblico un confronto tra memoria, devozione e linguaggi contemporanei, con opere che mirano a parlare al presente e a lasciare un'impronta nel paesaggio culturale locale.
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