Piana di Catania, prima conta dei danni da maltempo. Confagricoltura annuncia l'emergenza

Maltempo nella Piana di Catania: Confagricoltura Catania avvia la conta dei danni tra agricoltura, serre e agrumeti e chiede interventi straordinari a sostegno degli agricoltori colpiti

21 gennaio 2026 09:14
Piana di Catania, prima conta dei danni da maltempo. Confagricoltura annuncia l'emergenza - Credit Foto Confagricoltura
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La Sicilia orientale vive giorni complicati, segnati da condizioni meteo instabili che hanno messo a dura prova il territorio agricolo. Tra raffiche insistenti e precipitazioni abbondanti, il paesaggio rurale ha mostrato subito i segni della sofferenza, con coltivazioni esposte e strutture fragili costrette a resistere a una pressione anomala. Nelle campagne cresce l’apprensione, mentre operatori e tecnici osservano l’evoluzione del tempo senza poter ancora tracciare un quadro definitivo.

Un territorio che prova a reagire

Nella Piana di Catania, cuore produttivo dell’area etnea, l’impatto del maltempo si è fatto sentire in modo diffuso. Vento e pioggia hanno colpito colture in piena fase produttiva, ma anche serre, vivai e allevamenti, rendendo necessaria una prima fase di ascolto e monitoraggio. Le organizzazioni di categoria si sono attivate per raccogliere dati e testimonianze, consapevoli che solo nelle prossime ore sarà possibile comprendere la reale portata di quanto accaduto.

La prima conta e l’appello alle istituzioni

È Confagricoltura Catania a lanciare l’allarme: le prime segnalazioni parlano di piante danneggiate, rami spezzati e frutti finiti a terra, in particolare nel comparto agrumicolo, proprio a ridosso della raccolta. A sottolinearlo è il presidente Giosué Arcoria, che spiega come sia stato attivato un canale diretto per ricevere le comunicazioni degli associati e come le segnalazioni siano già numerose. Con il vento ancora in corso e il timore di una nuova emergenza, l’organizzazione chiede interventi straordinari immediati a istituzioni e politica, per evitare che gli agricoltori restino soli di fronte a quella che potrebbe trasformarsi nell’ennesima calamità naturale.

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