Pendolari da Misterbianco: la denuncia di Attiva tra disagi quotidiani e promesse mancate
Attiva Misterbianco denuncia i disagi quotidiani legati alla soppressione del servizio Circumetnea: una situazione che mette in difficoltà studenti, famiglie e lavoratori del territorio
La denuncia del gruppo consiliare Attiva Misterbianco riporta l’attenzione su una condizione che, da mesi, accompagna la quotidianità di molte famiglie del territorio. Una situazione fatta di attese, adattamenti forzati e diritti essenziali percepiti come concessioni, non come servizi garantiti. Il racconto, affidato a un lungo e amaro post social, descrive una normalità che normale non è più, soprattutto per chi ogni giorno deve raggiungere scuole e luoghi di lavoro senza un sistema di trasporto pubblico realmente funzionante.
Una “fermata regolare” che regolare non è
Nel post di Attiva Misterbianco viene citata la fermata “sotto i ponti di Monte Po’”, definita ironicamente “regolare” per studenti e lavoratori dell’area di Misterbianco. Regolare solo nel senso che non esiste alternativa: famiglie costrette ad accompagnare i figli in auto, autobus sovraffollati sin dalle prime ore del mattino e un’organizzazione quotidiana basata sull’arrangiarsi. Un quadro che, come sottolinea Attiva, pesa soprattutto su chi non ha mai contato “nulla” nelle decisioni aziendali e politiche legate alla riorganizzazione del servizio.
La denuncia politica e i nodi irrisolti
Le informazioni più rilevanti emergono con chiarezza solo alla fine del racconto: il servizio ferroviario di superficie della Circumetnea da Paternò al Borgo è stato soppresso dal 16 giugno 2025, mentre la ferrovia FCE risulta chiusa già dal giugno 2024. Nonostante un accordo approvato all’unanimità in Consiglio comunale e in sede di variazione di bilancio, che prevedeva il potenziamento del trasporto pubblico locale con autobus navetta dal centro di Misterbianco (finanziamenti compresi, anche a livello regionale), dopo oltre sette mesi nulla è stato attivato. Attiva Misterbianco parla apertamente di promesse disattese e di un’amministrazione più reattiva alla pressione social che agli atti politici formali, ribadendo un concetto chiave: i trasporti sono un servizio essenziale, indispensabile ogni giorno, festivi compresi, e non un favore occasionale. Una rivendicazione che si chiude con i toni amari ma determinati di chi, come la fondatrice Anna Bonforte, rivendica il diritto alla mobilità anche senza patente.
12.3°