La palazzina che fece tremare Catania: una storia che non ti hanno mai raccontato
La vicenda vera della Palazzina Abate di Catania: costruzione, demolizione mancata e un destino deciso dalla ferrovia metropolitana.
Un edificio nato per stupire Catania
Nel cuore di Catania, lungo via Carmelo Abate 12, sorge un edificio che porta con sé una storia sorprendente, spesso ignorata anche dai più attenti osservatori della città. La Palazzina Abate non era un semplice immobile, ma la residenza personale di Alessandro Abate, pittore catanese che scelse di vivere all’interno di un’opera che incarnasse la sua visione estetica. A rendere unica questa costruzione è il periodo in cui vide la luce: tra il 1915 e il 1918, anni in cui la città viveva profonde trasformazioni e l’architettura cercava linguaggi nuovi, capaci di superare la tradizione senza rinnegare la propria identità. In questo contesto nacque una casa che sembrava guardare al futuro, pur rimanendo radicata nel clima artistico siciliano del tempo.
L’opera modernista che anticipò un nuovo stile
La Palazzina Abate fu progettata dall’architetto Tommaso Malerba, figura che aveva già dimostrato grande attenzione ai linguaggi più innovativi diffusi in Europa. L’edificio venne concepito in uno stile composito modernista e proto-razionalista, una scelta audace per la Catania dell’epoca, che ancora oscillava tra classicismo e richiami storicisti. La struttura mostra infatti elementi moderni intrecciati con chiari riferimenti alla tradizione locale, in particolare all’eclettismo-liberty catanese, un linguaggio che in quegli anni stava imprimendo una nuova identità estetica alla città. La casa non fu mai pensata come un esercizio sperimentale fine a sé stesso, ma come un luogo pienamente vissuto, capace di riflettere allo stesso tempo la personalità del committente e l’abilità progettuale di Malerba. Osservandola emerge un equilibrio raro: una dimora privata che, pur non dichiarandolo apertamente, si comporta come una piccola opera d’arte architettonica, simbolo di una stagione di cambiamento culturale.
11.8°