Il mistero sotterraneo di Monte Po: la stazione di Catania che ha cambiato il volto della città senza che nessuno se ne accorgesse
La stazione Monte Po di Catania custodisce una storia sorprendente tra passato archeologico, periferie in cambiamento e nuove connessioni urbane.
Una stazione nata dove Catania non guardava mai
Chi vive a Catania ha sempre percepito Monte Po come una zona periferica, un quartiere fatto di viali ampi, palazzi sorti negli anni delle grandi espansioni e una vita quotidiana più silenziosa rispetto al centro. Eppure proprio qui, lontano dai riflettori, è nata una delle opere più significative della mobilità cittadina: la stazione Monte Po della metropolitana.
A prima vista sembra una fermata come tante, moderna e pulita, ma la sua costruzione ha rappresentato un passo decisivo per ricucire quartieri che per decenni erano rimasti isolati dal resto della città. Il tracciato che passa sotto queste strade è stato pensato per collegare mondi diversi: dal centro storico alla periferia ovest, dove il traffico ha sempre dettato legge e dove raggiungere il cuore di Catania era spesso un percorso a ostacoli.
Monte Po è diventata così un punto di contatto tra ciò che la città era e ciò che vorrebbe diventare. Una trasformazione lenta, che si sente più nel quotidiano della gente che nelle grandi narrazioni.
Un passato che riaffiora mentre il futuro viene scavato
Ciò che rende davvero singolare questa stazione è quello che è emerso durante gli scavi. Sotto il quartiere, infatti, non c’erano soltanto tubature, terra e vecchi strati urbani: c’erano tracce archeologiche, testimonianze di una Catania antica che si estendeva più di quanto si fosse immaginato.
Il passaggio della metropolitana ha riportato alla luce frammenti che raccontano una storia millenaria, fatta di insediamenti rurali, attività agricole e percorsi che un tempo collegavano la città alle zone verso l’interno. Questi ritrovamenti hanno rallentato i lavori, ma hanno anche permesso di ricostruire un tassello fondamentale del passato catanese, spesso nascosto nelle periferie dove nessuno si aspetta di trovare qualcosa.
Oggi Monte Po non è soltanto una fermata: è un piccolo archivio sotterraneo, il punto in cui il viaggio quotidiano dei pendolari passa sopra un passato che ha ripreso fiato proprio grazie ai lavori della metro. E questo dialogo tra ciò che resta e ciò che si muove è forse la vera ricchezza di quest’opera.
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