Il gigante silenzioso che domina Catania: la vera storia del Monte Iudica e della sua forma misteriosa
Il Monte Iudica, rilievo d’origine vulcanica nel catanese: forma, quota, posizione e la curiosità geologica che lo rende unico.
Una montagna che appare dal nulla
Nel territorio della Città metropolitana di Catania, in un’area dove le colline sembrano inseguirsi senza fretta, si erge una massa isolata e inconfondibile: il Monte Iudica. La sua presenza spicca per un motivo semplice e documentato: è un rilievo che si alza in posizione isolata, completamente distinto dalle alture circostanti. Chi attraversa la zona lo nota subito, perché non appartiene a una catena continua, non è un prolungamento naturale di altre montagne: sembra essere stato posato lì, da solo, con un intento ben preciso.
Secondo le informazioni disponibili, la sua origine è vulcanica, un dettaglio che definisce non solo la sua struttura ma anche il profilo che lo caratterizza. La vetta raggiunge la quota di 895 metri, trasformandolo nella montagna più evidente e riconoscibile dell’area. È una presenza che domina il paesaggio tra i comuni di Ramacca, Castel di Iudica e Raddusa, oggi parte integrante dello scenario dell’entroterra catanese. Non appartiene all’Etna, né a sistemi maggiori: è un corpo geologico autonomo, un elemento che racconta una storia diversa rispetto ai rilievi più celebri della Sicilia orientale.
Una forma che racconta la sua natura
Il Monte Iudica colpisce anche per la forma, descritta come globosa, quasi tondeggiante, conseguenza diretta della sua nascita vulcanica. Questo aspetto, visibile già a distanza, gli conferisce una silhouette compatta e immediatamente riconoscibile. Non è scosceso come altre cime dell’entroterra, non presenta creste affilate o articolazioni complesse: la sua struttura è semplice, piena, modellata da antichi fenomeni eruttivi che ne hanno definito la massa.
La montagna si eleva come un punto di riferimento naturale per chi percorre la zona. La sua posizione la rende visibile da più direzioni e ha fatto sì che nei decenni divenisse un segno fisso nella memoria geografica locale. Pur non essendo legata a tradizioni leggendarie o a eventi storici particolari, mantiene un ruolo preciso: è la montagna “solitaria” dell’entroterra catanese, quella che si staglia senza confondersi con nulla attorno. Nel panorama del territorio, rappresenta una presenza più discreta rispetto ai giganti vulcanici celebri, ma non meno significativa per la lettura del paesaggio.
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