Aci Sant'Antonio, un manifesto per interrogare la memoria

Il Comune di Aci Sant'Antonio celebra la Giornata della Memoria con un manifesto che riflette su Shoah, genocidi e segnali dell’orrore nel presente

27 gennaio 2026 12:33
Aci Sant'Antonio, un manifesto per interrogare la memoria - Credit foto Comune di Aci Sant'Antonio
Credit foto Comune di Aci Sant'Antonio
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Nel giorno dedicato al ricordo delle vittime della Shoah, il tema della Memoria torna ad affacciarsi nello spazio pubblico non come rituale, ma come occasione di riflessione collettiva. A sottolinearlo è un’iniziativa istituzionale che invita a fermarsi, leggere e interrogarsi sul presente, usando il linguaggio diretto delle immagini e delle parole. Un messaggio che non si limita a commemorare, ma che stimola una presa di coscienza più ampia, andando oltre la sola dimensione storica.

Un linguaggio visivo che parla al presente

La scelta comunicativa è forte: un manifesto che richiama le prime pagine dei quotidiani, costruito come se fosse un vero articolo, pensato per catturare lo sguardo e trattenere l’attenzione. Il titolo – “Tutto ha inizio con un ‘innocuo’ rastrellamento” – introduce un racconto che mette in relazione passato e attualità, soffermandosi sulle dinamiche che precedono le tragedie, spesso mascherate da normalità. Un invito implicito a riconoscere i segnali, a non voltarsi dall’altra parte.

Il messaggio del Comune e il senso del ricordare

Come si legge nel post social del Comune di Aci Sant'Antonio, dopo l’iniziativa del 27 gennaio dello scorso anno, quando il Manifesto della razza venne simbolicamente “bucato” dalle parole di Liliana Segre e affisso per le vie del paese, il sindaco Quintino Rocca torna a celebrare la Giornata della Memoria con un nuovo progetto pensato per far riflettere.

Il manifesto affisso stamattina negli spazi comunali racconta le “tragedie che l’uomo infligge all’uomo”, chiarendo il significato di genocidio così come definito dall’articolo 2 della Convenzione ONU, citando Anna Politkovskaja e la cosiddetta apatia politica. Compare anche il celebre testo “Prima vennero a prendere i comunisti” del pastore Martin Niemöller, spesso attribuito a Bertolt Brecht.

All’interno, immagini forti: dai bambini internati ad Auschwitz al genocidio armeno del 1915, dall’arresto di un bambino a Minneapolis al piccolo mutilato a Gaza, immortalato nello scatto vincitore del World Press Photo 2025, fino all’Holodomor ucraino del 1932.

"Il male è banale – spiega Rocca – l’orrore è semplice e inizia sempre da cose semplici". Ed è proprio per questo, conclude il sindaco, che ricordare ha ancora un senso: perché i genocidi non avvengono mai all’improvviso, ma sono preceduti da eventi apparentemente innocui, che solo la memoria attiva può aiutare a riconoscere.

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