A Catania c'è un monumento nato per rappresentare i reduci: lo vedi ogni giorno

La Casa del Mutilato di Catania: storia, architettura del 1939 e il progetto di trasformarla in un museo nel cuore della città.

19 gennaio 2026 21:00
A Catania c'è un monumento nato per rappresentare i reduci: lo vedi ogni giorno - Foto: Ivan Ruggiero (Wikimedia)
Foto: Ivan Ruggiero (Wikimedia)
Condividi

Un monumento nato per rappresentare i reduci

Nel centro di Catania, a due passi dal Teatro Massimo Bellini, sorge la Casa del Mutilato, costruita nel 1939 come sede dell’Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra. L’edificio venne realizzato per offrire ai reduci un luogo riconoscibile, un simbolo civile che potesse rappresentare dignità, memoria e appartenenza in un periodo storico in cui la città cambiava volto. Fin dalla sua nascita il palazzo, progettato per raccontare una ferita collettiva, divenne parte integrante della vita urbana, grazie alla sua posizione centrale e alla sua funzione di riferimento per chi aveva vissuto la guerra sulla propria pelle.

Sculture, sale monumentali e decadenza: un percorso lungo 80 anni

La struttura presenta una facciata imponente, arricchita da sculture che richiamano i temi della guerra e del sacrificio. All’interno, il piano terra accoglie un salone monumentale destinato alle assemblee, mentre il piano superiore è composto da stanze decorate in stile Art Déco, testimonianza di un’epoca in cui architettura e rappresentazione politica si intrecciavano. Con il passare del tempo, però, la Casa del Mutilato iniziò a perdere la sua funzione originaria e a scivolare verso una fase di abbandono, che l’ha resa per anni un edificio dimenticato nonostante la sua posizione centrale. Solo recentemente la struttura ha ritrovato attenzione pubblica grazie a un progetto volto a trasformarla in una sede museale, un cambiamento capace di restituirle valore e ruolo nella città.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Catania