Le 3 verità che non sapevi su Sant’Agata

Per i catanesi di tutto il mondo, Sant’Agata non è solo la santa Patrona del capoluogo etneo, ma è la Santuzza che ogni anno, dal 3 al 6 febbraio e poi nuovamente in estate riabbraccia la sua città e i suoi cittadini.

La storia di Sant’Agata è nota sia a chi la segue per fede sia per cultura e, ancora oggi, riesce ad affascinare e incuriosire tutti con il suo alone di mistero e quai dettagli ancora poco conosciuti.

Se sei curioso non perderti le 3 curiosità che ancora non sai su Sant’Agata!

La Santuzza tra Catania e Palermo: quando si parla di Sant’Agata si fa subito riferimento a Catania, la città che le ha dato i natali e non solo; ma forse pochi sanno che la Santuzza è amatissima anche a Palermo, dove da secoli, viene venerata come copatrona del capoluogo siciliano insieme a  santa Ninfa, santa Cristina e a sant’Oliva.

Sant’Agata a Malta: anche qui la Santuzza è celebrata come protettrice dell’Isola, dove, secondo alcune fonti, si sarebbe rifugiata nella grotta di Rabat, fuggendo dall’imperatore Decio e diffondendo la sua fede tra i bambini maltesi. Oggi, la grotta è nota appunto come “Cappella di Sant’Agata” e conserva affreschi di età bizantina.

Agata “la Buona”: per tutti i catanesi Sant’Agata è a Santuzza, ma per chi va oltre la fede, lei è “la Buona”. In greco agathòs vuol dire “buono”, così come lo era lei sin da piccola, quando assunse un’educazione cristiana, che la spinse già a quindici anni di consacrarsi spontaneamente a Dio e di ricevere dal Vescovo di Catania il flammeum, il velo rosso consegnato alle vergini consacrate a Dio.

Di sicuro qualcuno conosceva già questi aneddoti, ma per chi ama Sant’Agata non è mai troppo restare informato sulla sua interessante vita!

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