Caso Portoghese, Ugl: «Scelta infelice anche dal punto di vista gestionale, dei cittadini e dei lavoratori»

Caso Portoghese

A prendere parola per l’Ugl di Catania è Giovanni Musumeci, segretario territoriale. Il laconico commento emerge in seguito alla diffusione della notizia relativa al parere negativo dell’Avvocatura regionale sul profilo d’inconferibilità dell’attuale supercommissario di Comune e Città Metropolitana, aprendo un vero e proprio caso Portoghese.

A preoccupare il sindacato è la Città e la sua presentazione agli occhi esterni: «Sul caso Portoghese serve fare immediata chiarezza, perché Catania non può di certo permettersi questa ennesima umiliazione, magari con un passo di lato dello stesso commissario».

In realtà la vicenda, pur emergendo adesso, ha radici ben più radicate: «Appare singolare come questa novità sia arrivata soltanto in questi giorni, dopo che la richiesta di parere risale al 26 agosto scorso e che, comunque, Portoghese occupava già il vertice dell’ente metropolitano da gennaio 2022 e al momento della sua nomina nessuno si sia accorto della problematica. Questo, per noi, vuol dire anche che effettivamente l’interesse per Catania è alquanto superfluo, poiché a prevalere sono ancora una volta delle logiche che portano a strategie e posizionamenti politici e personali».

Ugl tenta di attirare l’attenzione della Regione Siciliana e il suo governatore: «Chiediamo una svolta decisa e ci affidiamo al presidente della Regione siciliana Renato Schifani, affinché possa offrire alla città ed alla sua area vasta una soluzione tempestiva di altissimo profilo. La scelta caduta su Portoghese, a differenza di ciò che potevamo inizialmente immaginare, si è rivelata infatti infelice anche dal punto di vista gestionale ed a livello di coinvolgimento dei rappresentanti dei cittadini e dei lavoratori. Quanto accaduto attorno alla questione della Segreteria generale del Comune non solo merita di essere approfondita perché i catanesi possano conoscere la verità, ma è sintomo di una inadeguatezza di fondo che un ente già in piena difficoltà non si può permettere».

A preoccupare è anche la lontananza temporale delle elezioni per il Comune di Catania: «Fino alle elezioni comunali abbiamo estremo bisogno di avere al vertice di Palazzo degli Elefanti una personalità pragmatica, magari meno interessata ad investire tempo nella promozione della propria immagine e più votata all’ascolto dei lavoratori e dei cittadini. Il nostro auspicio è che i primi giorni della prossima settimana possano condurre al cambiamento da noi sperato, magari tramite un passo di lato da parte dello stesso Portoghese. Si dovrebbe votare tra maggio e giugno, se non prima come accaduto nel recente passato, ma ancora oggi assistiamo al gioco delle figurine con il toto canditati che cambia in base agli umori della giornata. Si parla sempre di idee e programmi solo per una questione di facciata, perché a prevalere sono sempre i nomi e gli accordi di potere piuttosto che le proposte su come amministrare questa comunità. Se si vuole davvero rilanciare Catania ed il suo territorio si deve passare prima da una visione e poi da chi meglio possa interpretarla nell’interesse di tutti. Su questo punto di vista invochiamo nuovamente una inversione di rotta sulle ex provincie, perché si trovi con urgenza il modo di ridare dignità (anche elettorale) a questi enti a partire dalla Città metropolitana di Catania».

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