“U Passiaturi”, l’Antico Salotto all’Aperto dei Catanesi

"U Passiaturi"

Foto di Francesco Raciti

‘U Passiaturi: l’Antico Luogo della Passeggiata Catanese

Una delle strade più trafficate di Catania è la via VI Aprile, conosciuta da tutti catanesi come u Passiaturi e identificata con il percorso pedonale situato vicino alla Stazione Centrale e separato dal mare dalla linea ferroviaria. Traducibile letteralmente in italiano come “la Passeggiata”, anticamente il Passiatore era il luogo dove i catanesi si recavano per “fare due passi” e per incontrare altre persone, con le quali scambiare qualche pettegolezzo o passare del tempo.

Appunto per questo, l’attuale nome di via VI Aprile (scelto in ricordo dell’aspro combattimento del 1848, che la città di Catania dovette sostenere contro l’armata borbonica di Ferdinando II) è preferito spesso al più comune toponimo “Passiatore” soprattutto da quei catanesi che ricordano quant’era bello camminare su questa lunghissima strada che costeggiava il mare senza ostacoli visivi; e quanto luminosa fosse Catania, ancora spoglia dai cumuli di cemento che l’hanno mutata nel tempo.

A Catania, infatti tutti sanno dove si trova u Passiaturi e chi più e chi meno conosce l’antica vitalità che lo contraddistingueva anni fa e che lo rendeva un luogo suggestivo e molto apprezzato. 

Se vuoi ripercorrere le tappe che hanno fatto la storia do Passiaturi, continua a leggere!

U passiaturi

Foto da @CATANIAFANPAGE

La Storia do Passiaturi a Catania

risale al 1621, anno in cui il successore del duca di Ossuna, Francesco Lanario duca di Carpignano, creò il primo passiatore di Catania in Via Cardinale Dusmet, proprio dove ora si trovano gli Archi della Marina. La sua realizzazione, in parte realizzata con materiale estratto dall’antico acquedotto romano e in parte nuovo (alberi e panchine), lo rese l’unico esempio di passeggiata a mare nel mondo occidentale.

Solo nel 1906, quando l’allora assessore ai Lavori Pubblici, Luigi Macchi sviluppò il nuovo “Piano regolatore” per il risanamento della città, u Passiaturi si spostò nell’odierno tratto che, da Piazza dei Martiri arriva all’attuale Piazza Papa Giovanni XXIII, identificato oggi con via VI Aprile e divenne per molti il parterre di Piazza dei Martiri impreziosito da ricche cancellate e panchine, che nel tempo sono state sostituite. In quello stesso anno, vennero costruiti a Catania l’Ospizio dei Ciechi al Borgo e l’Ospedale Giuseppe Garibaldi; venne acquisita la casa di Vincenzo Bellini e riscattato il Castello Ursino, che sarebbe stato adibito poi a museo civico.

In pochissimo tempo, il Passiatore divenne la location all’aperto ideale dove poter allestire mercatini, piccole fiere e concerti, che non solo attiravano l’attenzione di tutti gli amanti della passeggiata a mare, ma mantenevano l’intera zona sempre pulita e curata.

Negli anni della Grande guerra, però, la sorte do Passiaturi mutò nuovamente e per questo incantevole luogo iniziò un rapido declino: il passaggio dei carri armati, l’installazione di rifugi antiaerei e l’incontrastata presenza di numerosi militari spogliarono l’intera zona del suo antico splendore.

Ma sarebbe bene ricordare che…

U Passiaturi, una Zona Importante da Rivalutare

Sebbene negli anni si sia tentato spesso di ridare luce al Passiatore, ancora oggi, il degrado sembra regnare sovrano, offrendo a tutti (soprattutto ai numerosi turisti che transitano da lì!) uno scenario indecoroso e umiliante per Catania. Ed è così che, una delle pietre miliari della nostra città che ha fatto la storia è spesso dimenticata da chi potrebbe invece trarne vantaggio!

U Passiaturi potrebbe essere per tutti, catanesi e non, un luogo sicuro dove poter camminare senza rischiare di essere investiti; un posto dove poter lasciare andare i pensieri e sognare mentre si guarda il mare e un ottimo ambiente dove poter fare jogging, portare a spasso Fido o far giocare i bambini. In sostanza, un’alternativa valida che ogni catanese può scegliere al Lungomare, ma che, per senso civico, dovrebbe rivalutare e valorizzare come importantissimo bene comune della sua Catania.

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