Ancora un no per Covid dal Governo, proprietario nota discoteca catanese replica: «Una vergogna, fermi da due anni»

Ancora un no per Covid dal Governo

Quasi ogni catanese, dai più ai meno giovani, hanno avuto modo di frequentare o conoscere per nomea la discoteca sita ad Aci Castello. Il Banacher, nel bene o nel male, fa parte della storia di Catania, o quantomeno dell’intrattenimento catanese. Uno dei comproprietari della discoteca, Enzo Aronica, ha replicato ad AdnKronos riguardo l’ulteriore stop del Governo alle discoteche, chiuse da quasi due anni.

Aronica apre l’accusa verso lo Stato parlando delle pesanti ripercussioni economiche che i “ristori” hanno a stento tamponato: «Siamo fermi da due anni. Non siamo stati “ristorati” per niente a differenza d’altre categorie. Quest’ulteriore stop alle discoteche è una vergogna. Siamo in attesa della riapertura, abbiamo i dipendenti a spasso senza cassa integrazione. Hanno distrutto un’attività. Hanno chiuso i locali autorizzati e sicuri ed invece hanno fatto ballare in tutti i lidi balneari somministrando alcol, bevande e facendoli così “incassare”».

Il comproprietario del Banacher sbotta anche contro i “colleghi” e la presunta sleale concorrenza, così come accaduto tempo addietro con alcune palestre e l’escamotage dell’agonismo. Infine Aronica rivolge le critiche alla Regione Siciliana, accusandola di sperperare denaro anziché favorire le discoteche: «Noi dobbiamo solo subire aspettando tempi migliori. Siamo nelle mani dello Stato e della Regione Siciliana che non fanno niente. In Regione hanno “buttato” soldi in iniziative per i cavalli ed ora si parla di finanziare gli uccelli. Alla categoria delle discoteche invece zero. A noi che da 51 anni siamo presenti in Sicilia niente. Il nulla. Ci hanno distrutto».

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