Scattano le polemiche dei commercianti catanesi al Green Pass, rispettosi i turisti

Scattano le polemiche dei commercianti catanesi al Green Pass

L’obbligo del Green Pass è entrato in vigore ufficialmente nella giornata di ieri, inaugurando il primo weekend di “controlli”. Catania e i catanesi hanno superato a pieni voti il “test” della certificazione verde per accedere a ristoranti e bar al chiuso, in palestre, piscine e musei. Cittadini e turisti continuano ad affollare la stagione estiva catanese prendendosi una pausa nei bar del centro storico con Green Pass in mano.

I commercianti sono stati scrupolosi ed attenti, non esitando (con un certo rammarico) a dire no a chi non possedeva la certificazione verde. A confermalo il proprietario di una delikatessen del centro di Catania: «Qui non si siede nessuno a mangiare senza Green pass. Chi non c’è l’ha può andare a casa. Mi chiedo però perché non è obbligato ad avere il Green pass lo stesso personale».

Il turismo catanese ha risentito dell’obbligo del Green Pass? A quanto pare no, anzi, i turisti sarebbero i più propensi ad accettarlo come dichiara una marchigiana in visita con le amiche: «Abbiamo tutte fatto il vaccino e siamo favorevoli a questa iniziativa». Il Museo Civico al Castello Ursino ha riaperto con una fila di turisti quest’oggi, come in molti altri siti culturali comunali.

Il direttore del settore Cultura del Comune di Catania Paolo Di Caro ha dichiarato: «Stamane nel Castello Ursino sono già giunti circa trenta turisti, anche stranieri, tutti con il Green pass sullo smartphone. Ad aiutarci ci sono i ragazzi del servizio civile. Non abbiamo fatto entrare solamente una coppia di turisti italiani, che era contraria al Green pass».

Nei siti culturali e nei locali catanesi senza Green Pass non si entra. Cos’accade nei luoghi più “piccoli” e di breve permanenza come i tabacchini? A rispondere è uno dei titolari cui attività è alle porte di Catania: «Osserviamo le regole e non facciamo entrare a sedersi nessuno ma non siamo d’accordo. Questa cosa del Green Pass è scorretta. Noi titolari di bar e ristoranti siamo stati quelli che abbiamo pagato di più per questa pandemia. Su 100 persone 70 non hanno fatto il vaccino e non hanno Green pass e io non posso farli entrare? Con la crisi che abbiamo avuto? Al bar tra consumare al banco o seduti che differenza c’è?».

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