Via Vincenzo Giuffrida e il ritorno dei lavavetri: una piaga che potrebbe nascondere molto di più

A Catania possedere un’auto ha molti più aspetti negativi che positivi tra furti, posteggiatori abusivi e lavavetri. Il caso particolare del semaforo di via Vincenzo Giuffrida rende una spiacevole pratica una vera e propria piaga sociale. Dopo un mese dall’aggressione subita da un’automobilista da p...

A cura di Marco D'Urso
09 maggio 2021 09:00
Via Vincenzo Giuffrida e il ritorno dei lavavetri: una piaga che potrebbe nascondere molto di più
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A Catania possedere un’auto ha molti più aspetti negativi che positivi tra furti, posteggiatori abusivi e lavavetri. Il caso particolare del semaforo di via Vincenzo Giuffrida rende una spiacevole pratica una vera e propria piaga sociale. Dopo un mese dall’aggressione subita da un’automobilista da parte di uno dei lavavetri extracomunitario, solo per essersi rifiutato di accettare i loro “servigi”, la gang dei vetri è nuovamente al completo e sempre più minacciosa e pericolosa.

La problematica dei lavavetri in città, ma in particolare all’incrocio tra viale Sanzio e via Vincenzo Giuffrida, sembrerebbe irrisolvibile, o sarebbe meglio dire “invisibile” dall’Amministrazione comunale che parrebbe disinteressarsene, anche se qualcuno di loro aggredisce gli automobilisti o se comincia quasi ad assomigliare a un’estorsione “legalizzata”.

È passato un mese e la cosca dei lavavetri è nuovamente a pieno regime, un piccolo esercito armato di spazzole e “acqua” saponata pronta a lavare i vetri delle auto, senza permesso, e richiedere un corrispettivo in denaro, con tariffa spesso già decisa e obbligatoria. Secondo il comitato Romolo Murri non ci sarebbe nessun controllo o vigilanza, costringendo centinaia di pendolari a subire col benestare di chi dovrebbe agire. Perciò il presidente Vincenzo Parisi chiede al Sindaco di Catania Salvo Pogliese d’attivarsi per disinnescare in modo definitivo quello che considera una bomba sociale, pronta a scoppiare nuovamente.

Inoltre il comitato Romolo Murri insinua un possibile legame con la criminalità organizzata cittadina e ribadisce l’inutilità di una politica esclusivamente repressiva contro queste persone, poiché non porterebbe a un buon risultato. Secondo il presidente Parisi bisognerebbe risalire alla radice del problema e capire magari chi li costringe, chi lucra alle loro spalle, chi trae vantaggio da questa situazione. Parisi ci vede uno schema perché il problema dei lavavetri abusivi riguarda molte altre parti della città come la zona di Corso delle Province o di piazza Roma.

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