Legambiente, report Mal’aria di città: Catania maglia nera dello smog in Sicilia

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È stato un anno particolare per qualsiasi settore. Se dovessimo riconoscere un minuscolo aspetto positivo della quarantena e relativo smart working potremmo ritrovarlo nella diminuzione dello smog cittadino. Il report di Legambiente “Mal’aria di città 2021” conferma un momentaneo punto a favore ma conferma la preoccupazione per le polvere sottili nei capoluoghi di provincia. Catania si conferma la prima in Sicilia per inquinamento atmosferico e smog.

Legambiente continua a essere in prima linea nel denunciare la preoccupante e pericolosa condizione in cui l’uomo vive in città rischiando la propria salute. Su 96 capoluoghi di provincia analizzati ben 35 sono fuorilegge per polvere sottili tra cui emergono Torino, Venezia e Padova. Purtroppo l’intera Italia è indietro nelle possibili azioni utili a ridurre l’inquinamento atmosferico. I limiti di legge stabiliti per la concertazione giornaliera di polveri sottili si aggira sui Pm10.

L’inquinamento atmosferico è un problema complesso che dipende da molteplici fattori come il traffico, il riscaldamento domestico, l’agricoltura e l’industria in primis. È il nord a fare da capostipite in questa classifica ma in Sicilia ad avere il primato negativo è la Città di Catania.

La media annuale da non dover superare è stabilita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in 20 microgrammi per metro cubo microgrammi per metro cubo. Assieme ad altre 60 città, Catania supera il limite di pericolosità con 23 μg/mc: è la prima della Sicilia nel report. Secondo i dati dell’EEA sarebbero oltre 50mila le morti premature dovute all’esposizione eccessiva ad inquinanti atmosferici come le polveri sottili (in particolare il Pm2,5), gli ossidi di azoto (in particolare l’NO2) e l’ozono troposferico (O3).

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